Bjarke Ingels Group (BIG) ha rivelato il sorprendente design per il grattacielo che sarà la nuova sede di ricerca e sviluppo di OPPO a Hangzhou, in Cina. Soprannominato "O-tower", l'edificio ospiterà gli uffici ed i laboratori per la più grande azienda di smartphone della Cina, nonché una lussureggiante area verde per il pubblico.

 

La Cina ha comunicato le città più felici del 2020.

 

Sono Chengdu, Hangzhou, Ningbo, Xi'an, Guangzhou, Changsha, Zhengzhou, Xining, Qingdao e Nanjing, a cui si aggiungono altre dieci città a livello di contea e altri dieci distretti urbani.

 

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La Cina ha iniziato ad elencare le città dove si vive meglio a partire dal 2007. Da allora ogni anno la Xinhua News Agency seleziona le città migliori del paese in base a criteri quali istruzione, occupazione, reddito, assistenza sociale e sanitaria, condizioni di vita ed ambiente. Il processo dura tre mesi e si avvale della raccolta di big data, tavole rotonde e questionari.

Hangzhou si è inserita nel dibattito su privacy e sicurezza dei dati raccolti tramite il riconoscimento facciale che sta agitando l'opinione pubblica cinese.

 

Il governo di Hangzhou ha emanato un provvedimento a tutela degli abitanti dei complessi residenziali, che stabilisce che i comitati di quartiere non possano obbligare i residenti ad utilizzare strumenti biometrici come le impronte digitali o il riconoscimento facciale per accedere alle strutture pubbliche, e vieta ai comitati di quartiere che sovrintendono alla proprietà di divulgare le informazioni private a terzi.

 

Questo è il primo provvedimento teso a limitare il ricorso alle tecniche di riconoscimento facciale, ed è la prima risposta alle diffuse perplessità suscitate da questa tecnologia, accresciutesi durante la pandemia.

 

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Negli ultimi mesi infatti il ricorso a questa tecnologia è aumentato, e sono aumentate le voci a favore di una maggiore regolamentazione.

 

Adesso il deep learning, un sottoinsieme dell'intelligenza artificiale, è capace di elaborare una impronta del viso unica sulla base dell'analisi di migliaia di punti nodali effettuata su foto e video. Alcuni sistemi inoltre registrano età, altezza e vestiti e riescono ad adattare l'immagine ai cambiamenti del soggetto, riconoscendolo anche quando indossa una sciarpa o un paio di occhiali da sole o le lenti a contatto.

 

Usata dalla forze dell'ordine per identificare i sospetti, il ricorso a questa tecnologia è aumentato durante la pandemia, perché permetteva il riconoscimento senza la necessità di entrare in contatto, ed è stata impiegata ad esempio per monitorare l'ingresso nelle metropolitane, individuando la temperatura corporea dei soggetti e segnalando chi non indossava la mascherina.

 

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La tecnologia infatti adesso è in grado di identificare un soggetto anche se copre il volto con una maschera, una sciarpa o una barba finta, e sebbene presenti vantaggi innegabili, essa è al centro di discussioni che coinvolgono ricercatori ed esperti di diritto.

 

Ad essere dibattuto è il punto relativo al trattamento dei dati: non è ancora stato definito chi abbia il diritto di raccogliere e conservare le immagini e come esse debbano essere conservate in modo sicuro. Il timore è che questi dati possano essere trafugati ed usati per frodi digitali.

 

Questi problemi erano stati sollevati anche dai cittadini di Hangzhou. Negli ultimi tempi infatti i comitati residenziali hanno istallato apparecchiature di riconoscimento facciale all'ingresso dei complessi abitativi, senza che i residenti fossero stati preventivamente consultati od informati. Le obiezioni dei residenti ed i timori sul cattivo uso dei dati hanno indotto i funzionari ad emanare la regolamentazione, che rappresenta un primo importante passo per trovare una soluzione che bilanci privacy e sicurezza.

Al tempo del Coronavirus, quando gli aerei a terra sulle piste non imbiancano più l’azzurro del cielo, utilizziamo una combinazione di fantasia e social media per viaggiare di nuovo in Cina.

 

A partire dal 9 settembre, per quattro mercoledì alle 20.30, su Radio Italia Cina TV (canale 840 del digitale terrestre in Toscana), Un ciclo di puntate dove andremo ad esplorare le principali città cinesi attraverso gli aneddoti raccontati dal vivo dalle persone che li hanno vissuti.

 

Un viaggio in quattro grandi città cinesi accompagnati da italiani (e non) che vi hanno vissuto, lavorando o studiando, cercando la loro personale esperienza di vita e finendo (perlomeno qualcuno di loro) per trovarvi la propria anima gemella.

 

 

Accompagnati da 3 oggetti che i nostri amici sono riportati in Italia al loro rientro e che simboleggiano alcuni dei più vividi e significativi momenti della loro “esperienza cinese”, viaggeremo in ordine: 

 

1) città di Shenyang, (provincia del Liaoning nord della Cina) in compagnia di Alessandro Valentini e Liu Chang (in italiano Serena) titolare della Trattoria cinese “La Casa di Liu” a Terni.

 

2) La cosmopolita e fashion Shanghai in compagnia di Ilaria Marzotti, giovane infermiera specializzata in pronto soccorso, innamorata della lingua cinese e vincitrice di una borsa di studio presso la Tonji University di Shanghai

 

3) Accompagnati da Gloria Fazza sorseggiando il famoso tè verde longjin viaggeremo scoprendo la città di Hangzhou descritta da Marco Polo ne “il Milione”, città che simboleggia la Cina Classica.

 

4) Infine assieme a Per Besson viaggiatore poliglotta (parla un perfetto italiano) ci perderemo nella magia dei vicoli Pechinesi, tra tradizionali piatti popolari e grattacieli del nuovo business District 

 

Condotto da Matteo Burioni e Claudia Rogialli fondatori dell’associazione culturale Orientiamoci in Cina www.orientiamocina.com

 

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