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Il ritorno di Cui Jian il padre del rock cinese

Di Pubblicato Settembre 14, 2021

Cui Jian, il leggendario "padrino del rock 'n' roll cinese", è tornato a produrre musica pubblicando due settimane fa il suo ultimo album “A Flying Dog”.

 

 

Quando Cui salì sul palco per esibirsi in un concerto al Beijing Workers' Stadium nel 1986, pochi cinesi sapevano cosa fosse il rock 'n' roll. Nel locale gremito, Cui, allora 25enne, suonò la sua canzone originale “Nothing to My Name”, segnando così l'inizio di un lungo viaggio sia per lui che per la musica rock in Cina.

Due settimane fa Cui ha pubblicato il suo ultimo album, “A Flying Dog”. L’album contiene otto brani originali scritti tra il 2017 e il 2018, a testimonianza del lungo tempo dedicato da Cui alla realizzazione dell’album.

Insieme ai membri della sua band, tra cui un vecchio amico, il sassofonista Liu Yuan, e il giovane batterista Xu Zhitong, Cui ha dedicato gran parte del suo tempo a lavorare sulle melodie e sui ritmi delle canzoni.

 

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"È davvero importante per me perché il suono è sensazione", dice. "Ti muovi fisicamente con le melodie e i ritmi, che è una delle cose migliori della musica. I testi sono solo l'enunciazione di parole che si adattano ai ritmi".

Il nuovo album ha ricevuto recensioni contrastanti tra gli amanti del rock cinese, molti sono rimasti molto colpiti dallo sforzo, ma altri lo hanno definito eccentrico e impenetrabile. Tutto questo non è una novità per Cui. Il suo ultimo album, “Frozen Light”, uscito sei anni fa, ha confuso molti ascoltatori al punto che alcuni dei suoi fan lo hanno abbandonato.

 

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Tutto questo però non impensierisce Cui. Quando scrive le canzoni, Cui segue una specie di processo di comunicazione tra lui ed i pezzi. È un processo piacevole e confortevole,e tuttavia, quando le canzoni vengono pubblicate sente che non hanno nulla a che fare con lui, e lascia che seguano il loro destino sul mercato.

Per Cui, ogni album è un riflesso della propria evoluzione come musicista. Da quando ha realizzato il suo secondo album, “Solution”, uscito nel 1991, ha iniziato a ignorare il mercato e a fare i suoi esperimenti musicali, che dice riguardano la sua estetica sulla musica.

 

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Cui ha pubblicato sette album completi, dice, e questi gli hanno permesso di provare una varietà di generi musicali, tra cui hip-hop, jazz e reggae. Ora a 60 anni è ancora curioso della musica. Ama parlare con i giovani e si apre con loro, così come ama esibirsi dal vivo, sia in piccoli locali che su grandi palchi.

"Non importa la dimensione del pubblico, mi sento eccitato quando mi esibisco sul palco. Posso dire che andare in tournée ora è meglio che mai. So come usare la mia voce, come comunicare con il pubblico e come trasmettere i miei messaggi attraverso musica dal vivo."

Letto 7237 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Settembre 2021 09:52

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