La Cina ha stabilito una giornata di lutto nazionale per le vittime dell'epidemia di COVID-19 per domani 4 aprile. Per tutto il giorno le bandiere sventoleranno a mezz'asta nel paese e nelle ambasciate di tutti i paesi e saranno sospese le attività ricreative pubbliche; alle 10 del mattino saranno osservati tre minuti di silenzio mentre suoneranno le sirene di aeroporti, auto, treni e barche.

 

La data scelta è particolarmente significativa: il 4 aprile infatti cade la tradizionale Festa di Qingming (nota anche come il Giorno degli Antenati o Giorno della Pulizia delle Tombe), che viene celebrata 104 giorni dopo il solstizio d'inverno ed è il giorno in cui il popolo cinese ricorda ed onora i propri antenati, i familiari defunti e gli eroi e martiri nazionali.

 

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Quello di martire è il più alto titolo onorifico del Partito Comunista Cinese e del Paese ed è assegnato a cittadini che coraggiosamente sacrificano la propria vita per la nazione e per la società.

Sono stati riconosciuti ufficialmente 14 martiri per il coronavirus, tra i quali il dottor Li Wenliang, che è stato tra i primi a segnalare la nuova epidemia venendo rimproverato dalla polizia locale.

Li Wenliang è morto a 34 anni il 7 febbraio per aver contratto il coronavirus.

È l'austriaco Robert Menasse con il suo romanzo “The Capital” ad essersi aggiudicato l'annuale Premio Zou Taofen per il romanzo straniero dell'anno.

Ieri l'associazione Ramunion ha donato mascherine e materiale di prevenzione alla Confraternita della Misericordia di Montemurlo.

 

Pubblichiamo la lettera di ringraziamento del presidente protempore Daniele Lombardi:

 

"Oggi 30 marzo 2020, presso la sede della Confraternita di Montemurlo della Misericordia di Prato in via Mons. P. Contardi 13, abbiamo ricevuto un bellissimo ed utilissimo dono dalla “Associazione Generale Ramunion in Italia”, direttamente consegnata dal Presidente Zhou Long insieme ai Volontari della Croce Rossa

 

Si tratta di 120 litri di igienizzante – disinfettante per tutte le superfici e i presidi medico/chirurgici, 4 spruzzatori disinfettanti, 6 bombolette spray igienizzante antibatterico, 50 tute chirurgiche, 2 tute ad alta protezione lavabili e riutilizzabili, 20 occhiali protettivi e 500 mascherine chirurgiche, presidi e DPI fondamentali da mettere a disposizione dei nostri confratelli e consorelle impegnati senza sosta in questo momento di lotta al COVID-19.

 

Da parte di tutta la Confraternita di Montemurlo della Misericordia di Prato, quindi, va il più sentito ringraziamento alla Associazione Generale Ramunion in Italia ed al Presidente Zhou Long per il gesto di grande generosità. Con l’occasione, mi preme ringraziare tutti i Confratelli e Consorelle della Confraternita di Montemurlo che ogni giorno continuano, con dedizione, spirito di servizio e di appartenenza ad operare sul territorio anche in un momento così difficile.

 

Iddio ve ne renda merito"

Nelle ultime due settimane le autorità di Pechino avevano consentito la graduale riapertura delle sale, ed oltre 600 cinema avevano ricominciato la proiezione degli spettacoli. La situazione è cambiata improvvisamente lo scorso venerdì 27 marzo, quando l'ufficio preposto al cinema ha diramato un avviso in cui ordinava ai cinema la chiusura, senza entrare nel merito delle ragioni del provvedimento.

 

La precedente notizia della riapertura era stata accolta con favore dall'industria cinematografica, che in questo momento deve fronteggiare la crisi dovuta alla chiusura delle sale in quasi tutti i paesi del mondo, e la distribuzione cinese si era già mossa per rilanciare i cinema. Nelle scorse settimane il principale distributore nazionale China Film Group aveva annunciato il suo piano basato sulla proiezione dei film di maggior successo degli anni scorsi, tanto di produzione locale come “Wolf Warrior 2” e “The Wandering Earth” quanto hollywoodiana, come il franchise completo degli “Avengers”, o il primo film di Harry Potter di cui abbiamo parlato anche noi.

 

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La decisione di Pechino, molto probabilmente legata alle misure per prevenire una seconda ondata epidemica, è stata perciò uno shock ed è stata accolta con grande disappunto.

 

Gli operatori del settore prevedono un fermo prolungato che durerà più di una o due settimane, in quanto si aspettano una nuova autorizzazione solo quando il governo avrà l'assoluta certezza che non ci siano rischi per la sicurezza.
A rendere inoltre la situazione più complicata c'è stato l'intervento sulla distribuzione: con l'obiettivo di garantire il rilancio dei cinema con la proiezione di film inediti, le autorità hanno scoraggiato in modo deciso, e cioè di fatto hanno vietato agli studi di vendere i loro film inediti ai servizi di streaming locali, bloccando praticamente l'uscita dei film.

 

Il fatto che i film non escano, né online né nei cinema, avrà delle ripercussioni sulle compagnie cinematografiche, che potrebbero anche fallire: per questo gli operatori si augurano un cambiamento della politica del governo che tenga conto degli interessi dell'industria cinematografica.

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