Tra le molte iniziative legate al Bue, l'animale del 2021 secondo il calendario cinese, quella che sta divertendo maggiormente i netizen è allevare una mucca virtuale per vincere buste rosse.

 

Vantarsi dei propri successi fingendo di lamentarsene: è l'humblebrag, una pratica diventata di tendenza su Weibo, dove l'espressione “Letteratura Versailles” ha ottenuto 440 milioni di visualizzazioni.

 

Post come “Ho troppe case, come faccio a decidere quale decorare?” o selfie perfetti seguiti dal commento “Questa mattina sono un mostro” sono tipici esempi di humblebrag, il modo di promuoversi fingendo modestia diffuso sui social, e da qualche giorno anche in Cina. L'humblebrag infatti è diventato di tendenza anche sul Twitter cinese, dove i netizen hanno cominciato a segnalare i post con contenuti di questo genere usando la frase “Letteratura Versailles”.

 

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La “Letteratura Versailles” prende il nome dal manga “Le rose di Versailles” (Lady Oscar) ed è usata per indicare il regno dell'umiltà, dove abita chi usa la (falsa) umiltà per celebrare se stesso.

 

La frase è stata inventata dalla vlogger Little Milk Ball, che ne ha evidenziato tre caratteristiche:

• usare l'autoironia e non l'autoesaltazione

• commentare il proprio post, dando l'illusione che sia interessante per altri

• amplificare casualmente ogni elogio ricevuto

 

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Promuoversi usando la falsa modestia, invece che mostrando esplicitamente i propri successi, è una pratica diffusa in rete, ma secondo molte ricerche è controproducente: pare infatti che gli utenti preferiscano chi si vanta chiaramente a chi lo fa simulando altro.

 

Alla rete insomma piace più una irritante sincerità che una falsa modestia, e questo anche in Cina, dove i netizen stanno divertendosi ad individuare e schernire chi scrive “Letteratura Versailles”.

La buona famiglia e l'educazione privilegiata stanno rivelandosi controproducenti per la pop star Zhou Zhennan da quando si è saputo che il padre avrebbe accumulato debiti per centinaia di milioni di yuan.

 

Zhou Zhennan fa parte della boy band R1SE e non ha mai nascosto di provenire da una famiglia agiata che gli ha permesso di crescere in una villa e di frequentare una esclusiva scuola internazionale, oltre ad assecondare adesso la sua passione per gli orologi di lusso.

 

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Alcuni giorni fa però è stato rivelato da alcuni media che le aziende del padre avrebbero debiti per centinaia di milioni di yuan e per questo il genitore sarebbe stato inserito nella lista nera del governo di “persone disoneste soggette a repressione” fin dal 2016.

 

La notizia ha suscitato un feroce dibattito sui social media cinesi dove molti netizen hanno criticato Zhou per le azioni dei genitori e chiesto al cantante di ripagare i debiti.

 

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Zhou ha replicato in un post su Weibo dove si è scusato per la situazione ed ha spiegato di non essere stato a conoscenza dei problemi delle aziende del padre; si è inoltre impegnato ad aiutare il padre e tutte le persone che hanno subito perdite indipendentemente dalle responsabilità legali.

 

Infatti secondo gli esperti di diritto Zhou non avrebbe alcun obbligo legale ad assumersi le responsabilità del padre, ma questo potrebbe non essere sufficiente a salvare la reputazione della star: hanno già iniziato a circolare delle speculazioni che collegano Zhou alle controversie commerciali, che sebbene immediatamente condannate dall'agenzia del cantante, possono comunque danneggiarne l'immagine.

Una pioggia di commenti negativi è precipitata su un ristorante della catena Goubuli in seguito alla replica fatta dal ristorante al video critico del blogger Gu Yue.

 

Goubuli è un noto marchio in franchising di baozi, i panini ripieni al vapore, con più di 80 ristoranti in Cina tra cui 12 a Pechino; uno di questi si affaccia su Wangfujing, l'importante via dello shopping della capitale, ed è popolare tra i turisti cinesi e stranieri, sebbene negli ultimi tempi abbia ricevuto recensioni negative.

 

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Sono stati numerosi gli utenti della app di cibo Dianping ad avere dato al ristorante il punteggio minimo, una stella, a causa del cattivo servizio, dei prezzi e della qualità del cibo. Questa reputazione ha incuriosito il blogger di Weibo Gu Yue che ha deciso di andare a verificare di persona.

 

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Gu Yue ha raccontato in un video la sua esperienza. Per il test Gu Yue ha ordinato una porzione di normali ravioli di maiale ed una di ravioli di maiale brasati al vapore, confermando le cattive opinioni degli altri clienti: dice di aver trovato i ravioli troppo unti, con un impasto appiccicoso e con troppo poco ripieno, ed ha considerato troppo alto il prezzo per la qualità del cibo. Ha inoltre avanzato dei dubbi sugli standard igienici del ristorante, dicendo di aver sentito forti colpi di tosse provenire dalla cucina.

 

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Prevedibilmente, il video è stato accolto bene dai fan del blogger ma ha suscitato le reazioni di Goubuli, che ha risposto con una dichiarazione online che si è rivelata controproducente.

 

La dichiarazione definiva il video una viziosa calunnia, ed accusava il il blogger di aver diffuso bugie sul ristorante danneggiandone la reputazione; oltre a chiedere scuse pubbliche, comunicava di avere contattato la polizia in relazione alla questione.

 

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La reazione dei netizen è stata immediata. L'hashtag "Goubuli risponde al video di critiche" è diventato virale arrivando a circa 430 milioni di visualizzazioni. Gli utenti Weibo si sono indignati per la risposta di Goubuli: alcuni hanno rivendicato il loro diritto di dire se un cibo è gustoso oppure no, altri hanno affermato che Goubuli, come altri marchi, ormai sopravvive per la sua fama piuttosto che per la qualità dei piatti, e non sono mancati quelli che hanno invocato l'intervento della polizia per verificare la qualità del cibo proposto nella sede di Wangfujing.

 

Di fronte a questa tempesta di critiche la catena ha prima rimosso il post e poi ha annunciato che avrebbe interrotto la sua collaborazione in franchising con la filiale di Goubuli Wanffujing, cosa che ha puntualmente fatto.

 

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La soluzione ha soddisfatto i netizen, che hanno sottolineato tanto l'impresa realizzata da Gu Yue, che da solo è riuscito a chiudere un ristorante, quanto l'incapacità del reparto marketing del ristorante: secondo loro, infatti, la critica era legittima, e sono stati gli errori commessi dalla filiale nel gestirla a portare all'interruzione della collaborazione.

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