La app “Smart Cinema” è un'applicazione che permette di vedere i film cinesi in contemporanea con la loro uscita nelle sale. A differenza dei siti di streaming, che devono attendere una finestra di tempo prima di trasmettere i film, “Smart Cinema” è autorizzata a distribuire sulla propria piattaforma i film presenti nei cinema, in virtù di un sistema di botteghino simile a quello delle sale: gli spettatori devono comprare un biglietto ciascuno per una singola visione del film, e le entrate della app sono incluse in quelle della bigliettazione dei cinema.

 

Nei giorni scorsi il CEO Jack Gao ha annunciato la decisione di distribuire ai cinesi che abitano nel Nord America biglietti elettronici gratuiti per un valore di 100.000$ così da contribuire ad alleviare lo stress da quarantena: tra i numerosi i film disponibili ci saranno “Nezha”, il blockbuster più redditizio di tutti i tempi in Cina, e “Better Days”, che ha conseguito ben 8 premi al 39° Hong Kong Film Awards.

 

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La versione nordamericana della app è stata rilasciata lo scorso novembre, e da allora è stata installata su 160.000 dispositivi ed ha offerto 69 film importanti distribuiti in Cina: secondo Gao, questo sistema consente di aggirare gli ostacoli alla distribuzione di film cinesi eretti dalle major di Hollywood, ed offre al pubblico cinese la possibilità di vedere gli ultimi film nella loro lingua madre. Sulla scorta di questi risultati, Gao ha annunciato l'intenzione di pubblicare a giugno l'app in Corea del Sud, con una programmazione di 10 film cinesi.

 

Il 9 maggio è stata lanciata l'ultima versione della app, chiamata Smart Cinema V3.0, che ha attirato circa 2,25 milioni di spettatori; in quell'occasione l'azienda ha affermato la propria disponibilità a fornire supporto tecnologico a tutti i cinema del mondo per aiutarli a pubblicare film online qualora fosse necessario.

 

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Pure se soddisfatto del successo dell'app, Gao resta convinto che passato il momento di difficoltà il pubblico tornerà nelle sale ed i cinema supereranno la crisi dovuta all'epidemia di coronavirus, trovando un nuovo equilibrio con l'offerta dei siti streaming.

La pandemia amplifica lo scontro tra Usa e Cina e accelera le scelte che l'Europa non avrebbe voluto compiere. Washington si muove anche sull'Italia.

 

di Lorenzo Lamperti

 

C'era una volta chi la chiamava guerra commerciale. Gli effetti di lungo termine della pandemia da coronavirus sono ancora imperscrutabili ma una cosa intanto la si può dire con certezza: ha accelerato in maniera netta tutta una serie di processi già in atto. Tra questi, il più rilevante a livello geopolitico, la contesa tra Stati Uniti e Cina. Offuscati da un pensiero economicista, in molti l'hanno chiamata a lungo "trade war". Poi è diventata "guerra fredda tecnologica". Ora, dopo le accuse dirette dell'amministrazione Trump sull'origine del coronavirus, è venuta fuori la vera portata di uno scontro che va al di là del campo economico-commerciale-tecnologico e che investe la geopolitica, il potere, la leadership globale.

 

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Con la diffusione del coronavirus nel mondo, il Consolato Generale Cinese a Houston ha pubblicato quattro poster per incoraggiare la popolazione mondiale a lottare insieme contro l'epidemia.

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