Ammettiamolo: pochi video fanno venire voglia di andare in vacanza come “Mojito” di Jay Chou.

 

Girato a L'Avana, il video che vede il cantante girare per le strade della città su una automobile rosa acceso ha letteralmente conquistato la Cina, tanto da essere stato preso a modello anche dalla polizia di Hainan.

 

La squadra antidroga dell'isola della Cina Meridionale ha infatti pensato di fare una cover della canzone, completa di video musicale, che ha iniziato a girare su Weibo dal 14 giugno, ottenendo un successo strepitoso.

 

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I netizen si sono mostrati subito entusiasti dall'idea ed in rete si sono moltiplicati i commenti che lodano la polizia di Hainan sia per la velocità con cui hanno realizzato cover e video, sia per l'originalità nella comunicazione.

 

Il video mostra una squadra di poliziotti che girano lungo la costa su un buggy, cantando testi che invitano a non usare la droga, ed è diventato in breve virale: il post che lo accompagna ha superato i 160.000 mi piace su Weibo, e gli hashtag collegati i 25 milioni di visualizzazioni.

 

L'obiettivo esplicito della polizia è raccomandare agli ascoltatori di comportarsi secondo le regole, e seguire i suggerimenti che ascoltano nella canzone.

Il messaggio sembra funzionare: al momento di ripubblicare la cover, molti netizen hanno accompagnato la condivisione con commenti contro l'uso della droga e a favore della vita.

 

Il video ha poi avuto un altro effetto, che sicuramente non era stato previsto dalla polizia.

Incuriositi da questa versione, molti ascoltatori sono andati a riascoltare l'originale, finendo per apprezzare ancora di più Chou e la sua automobile rosa.

 

 

Slittano le date dell'edizione 2020 del Firenze Film Corti Festival, che quest'anno si posizionerà dal 27 al 30 ottobre fra Murate Art District, Limonaia di Villa Strozzi e Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

La decisione è stata presa dalla direzione del Festival, nelle figure di Francesco Grifoni e Marino Demata, in ottemperanza ai vari DCPM governativi relativi all'emergenza Covid-19.

 

Anche quest'anno la rassegna conferma la sua vocazione internazionale, durante la 4 giorni fiorentina saranno infatti ospitati 35 film provenienti da 17 differenti paesi.

 

Prerogativa del FFCF è il lavoro di preselezione, svolto da un'apposita giuria composta da 50 giovani registi, attori, sceneggiatori, tecnici del cinema e giornalisti - selezionati attraverso una call pubblica. A questi film si vanno ad aggiungere 32 sceneggiature in inglese e in italiano, scelte da alcuni giurati internazionali privilegiando criteri di fattibilità e sostenibilità.

 

Nella selezione dei film, come da suggerimento dalla Presidente di Giuria Emanuela Mascherini, sono state preferite opere pensate per la sala e che quindi non risentono di vizi che possono afferire al linguaggio teatrale o televisivo.
Come indicato dalla Direttrice artistica Teresa Paoli, i film di questa 7a edizione si distinguono prima di tutto per il loro taglio autoriale, innovativo e contemporaneo.

 

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Durante il Festival una giuria finale, composta da Federico Berti (giornalista, scrittore di cinema), Simona De Simone/Nuanda Sheridan (regista), Stefano Mutolo (co-fondatore CNA Cinema e distributore), Marta Savina (regista e sceneggiatrice) assegnerà i seguenti premi: miglior film di fiction, miglior documentario, il miglior film sperimentale, il miglior cartone animato, oltre al premio per la migliore sceneggiatura. Sarà inoltre premiato il miglior Film in assoluto del FFCF che potrà essere selezionato da una qualsiasi delle categorie.

 

Tra le novità di quest'anno la formazione di un comitato scientifico-artistico che dovrà discutere e elaborare i tre principi su cui si baserà la linea culturale del Festival: contemporaneità, internazionalità e innovazione.

 

Fanno parte del gruppo Claudio Rocca (Direttore Accademia di Belle Arti di Firenze), Mimmo Calopresti (regista internazionale), Valentina Gensini (Direttore Murate Art District) e Massimo Becattini (regista documentarista).

Inoltre, in virtù della convenzione stipulata tra Accademia di Belle Arti di Firenze e Rive Gauche (l'associazione che organizza il FFCF), è stato pubblicato un bando per il Premio Cinematografico Spazio Giovani 2020, per opere di giovani aspiranti registi. Le finali avranno luogo all'interno del Festival il 29 ottobre. I premi consisteranno in strumentazione tecnica e corsi a scelta in Scuole di Cinema.

Alibaba Pictures, la divisione intrattenimento del gruppo Alibaba, ha dichiarato di aspettarsi una perdita di almeno $ 155 milioni, in notevole aumento rispetto alla situazione al 31 marzo 2019, quando chiuse il bilancio con una perdita di circa $ 35,6 milioni.

 

Nel comunicato l'aumento della perdita è stato attribuito all'impatto del coronavirus e a non meglio precisate “complicate difficoltà” nel settore dell'intrattenimento nella Cina Continentale.

 

Sono note le conseguenze del coronavirus sul settore cinematografico, principalmente per quanto riguarda la chiusura delle sale iniziata dalla fine di gennaio in ragione delle misure di distanziamento sociale; per quanto riguarda invece le complicate difficoltà presumibilmente il comunicato si riferisce alle politiche sul settore introdotte nel 2019.

 

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La prima è legata allo scandalo per elusione fiscale che nel 2018 ha investito l'attrice Fan Bingbing, nota fuori dalla Cina per il ruolo di Blink nel settimo film della saga degli X-Men “X-Men Giorni di un futuro passato”. L'attrice era stata multata per aver cercato di pagare meno tasse sul compenso di un film cinese con il sotterfugio dei cosiddetti contratti “yin / yang”: aveva cioè firmato due contratti, uno segreto con il vero compenso ricevuto, ed un altro ufficiale trasmesso al fisco dove risultava un compenso più basso.

 

Al fine di prevenire il ricorso a questo genere di pratiche è stato introdotto un nuovo regime fiscale che ha portato diverse compagnie cinematografiche cinesi a sostenere ingenti pagamenti di imposte arretrate.

 

Il Partito Comunista ha poi intrapreso una politica interventista, costituendo una nuova autorità di controllo sul settore alle dirette dipendenze del Dipartimento di propaganda. L'obiettivo dell'autorità è spingere l'industria a realizzare film patriottici, bloccando l'uscita in sala di pellicole con argomenti diversi. Sebbene il botteghino abbia guadagnato il 5% nel 2019 ed i film cinesi abbiano ampliato la loro quota di mercato, il ritmo di crescita è stato più lento rispetto al tasso di nuove aperture del cinema.

 

Alibaba Pictures aveva emesso un avvertimento sui profitti già ad ottobre, quando l'epidemia di coronavirus non era prevedibile né immaginabile. Tuttavia, le misure di prevenzione del contagio possono rappresentare anche un'opportunità per la divisione.

 

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Alibaba Pictures infatti potrebbe consolidare la sua posizione come infrastruttura digitale e società di marketing e distribuzione, più che come produttore cinematografico, dal momento che già possiede quote di investimento e gestisce la distribuzione in Cina di film. Essa inoltre potrebbe godere del rapporto con la società madre Alibaba, che ha visto un forte incremento dei suoi affari nel commercio elettronico, nella consegna a domicilio e nello streaming video.

 

Ed è proprio sulla base di un rafforzamento della collaborazione con il gruppo Alibaba che Alibaba Pictures rimane ottimista sulle operazioni in ciascun segmento per l'esercizio finanziario 2020 – 2021.

Nelle ultime due settimane le autorità di Pechino avevano consentito la graduale riapertura delle sale, ed oltre 600 cinema avevano ricominciato la proiezione degli spettacoli. La situazione è cambiata improvvisamente lo scorso venerdì 27 marzo, quando l'ufficio preposto al cinema ha diramato un avviso in cui ordinava ai cinema la chiusura, senza entrare nel merito delle ragioni del provvedimento.

 

La precedente notizia della riapertura era stata accolta con favore dall'industria cinematografica, che in questo momento deve fronteggiare la crisi dovuta alla chiusura delle sale in quasi tutti i paesi del mondo, e la distribuzione cinese si era già mossa per rilanciare i cinema. Nelle scorse settimane il principale distributore nazionale China Film Group aveva annunciato il suo piano basato sulla proiezione dei film di maggior successo degli anni scorsi, tanto di produzione locale come “Wolf Warrior 2” e “The Wandering Earth” quanto hollywoodiana, come il franchise completo degli “Avengers”, o il primo film di Harry Potter di cui abbiamo parlato anche noi.

 

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La decisione di Pechino, molto probabilmente legata alle misure per prevenire una seconda ondata epidemica, è stata perciò uno shock ed è stata accolta con grande disappunto.

 

Gli operatori del settore prevedono un fermo prolungato che durerà più di una o due settimane, in quanto si aspettano una nuova autorizzazione solo quando il governo avrà l'assoluta certezza che non ci siano rischi per la sicurezza.
A rendere inoltre la situazione più complicata c'è stato l'intervento sulla distribuzione: con l'obiettivo di garantire il rilancio dei cinema con la proiezione di film inediti, le autorità hanno scoraggiato in modo deciso, e cioè di fatto hanno vietato agli studi di vendere i loro film inediti ai servizi di streaming locali, bloccando praticamente l'uscita dei film.

 

Il fatto che i film non escano, né online né nei cinema, avrà delle ripercussioni sulle compagnie cinematografiche, che potrebbero anche fallire: per questo gli operatori si augurano un cambiamento della politica del governo che tenga conto degli interessi dell'industria cinematografica.

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