Per gli abitanti della regione di Kunming lo scultore Luo Xu è molto più di un artista: esiste un detto che dice che Kunming ha due tesori, la danza della ballerina e coreografa Yang Liping e l'opera scultorea di Luo Xu.

 

Una pioggia di commenti negativi è precipitata su un ristorante della catena Goubuli in seguito alla replica fatta dal ristorante al video critico del blogger Gu Yue.

 

Goubuli è un noto marchio in franchising di baozi, i panini ripieni al vapore, con più di 80 ristoranti in Cina tra cui 12 a Pechino; uno di questi si affaccia su Wangfujing, l'importante via dello shopping della capitale, ed è popolare tra i turisti cinesi e stranieri, sebbene negli ultimi tempi abbia ricevuto recensioni negative.

 

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Sono stati numerosi gli utenti della app di cibo Dianping ad avere dato al ristorante il punteggio minimo, una stella, a causa del cattivo servizio, dei prezzi e della qualità del cibo. Questa reputazione ha incuriosito il blogger di Weibo Gu Yue che ha deciso di andare a verificare di persona.

 

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Gu Yue ha raccontato in un video la sua esperienza. Per il test Gu Yue ha ordinato una porzione di normali ravioli di maiale ed una di ravioli di maiale brasati al vapore, confermando le cattive opinioni degli altri clienti: dice di aver trovato i ravioli troppo unti, con un impasto appiccicoso e con troppo poco ripieno, ed ha considerato troppo alto il prezzo per la qualità del cibo. Ha inoltre avanzato dei dubbi sugli standard igienici del ristorante, dicendo di aver sentito forti colpi di tosse provenire dalla cucina.

 

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Prevedibilmente, il video è stato accolto bene dai fan del blogger ma ha suscitato le reazioni di Goubuli, che ha risposto con una dichiarazione online che si è rivelata controproducente.

 

La dichiarazione definiva il video una viziosa calunnia, ed accusava il il blogger di aver diffuso bugie sul ristorante danneggiandone la reputazione; oltre a chiedere scuse pubbliche, comunicava di avere contattato la polizia in relazione alla questione.

 

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La reazione dei netizen è stata immediata. L'hashtag "Goubuli risponde al video di critiche" è diventato virale arrivando a circa 430 milioni di visualizzazioni. Gli utenti Weibo si sono indignati per la risposta di Goubuli: alcuni hanno rivendicato il loro diritto di dire se un cibo è gustoso oppure no, altri hanno affermato che Goubuli, come altri marchi, ormai sopravvive per la sua fama piuttosto che per la qualità dei piatti, e non sono mancati quelli che hanno invocato l'intervento della polizia per verificare la qualità del cibo proposto nella sede di Wangfujing.

 

Di fronte a questa tempesta di critiche la catena ha prima rimosso il post e poi ha annunciato che avrebbe interrotto la sua collaborazione in franchising con la filiale di Goubuli Wanffujing, cosa che ha puntualmente fatto.

 

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La soluzione ha soddisfatto i netizen, che hanno sottolineato tanto l'impresa realizzata da Gu Yue, che da solo è riuscito a chiudere un ristorante, quanto l'incapacità del reparto marketing del ristorante: secondo loro, infatti, la critica era legittima, e sono stati gli errori commessi dalla filiale nel gestirla a portare all'interruzione della collaborazione.

Negli ultimi anni la Cina ha visto moltiplicarsi i tentativi di meccanizzare ogni tipo di attività e professione, come ad esempio l'accoglienza degli ospiti alle conferenze, l'insegnamento in classe o la presentazione di notizie in TV.

 

Questo processo è stato velocizzato dall'epidemia di coronavirus e dalla necessità di ridurre al minimo il contatto da uomo a uomo, che ha portato ad usare macchine per operazioni come disinfettare gli ospedali o servire il cibo ai pazienti malati.

 

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Era perciò solo questione di tempo prima che l'automazione entrasse nella cucina dei ristoranti: l'apertura di FOODOM Tianjiang Food Kingdom, il primo ristorante robotizzato complesso, ha colmato questa lacuna.

 

FOODOM Tianjiang Food Kingdom è stato inaugurato nel distretto Shunde di Foshan , nella provincia meridionale del Guangdong, ed in realtà è il sesto ristorante automatizzato gestito dal Qianxi Robot Catering Group; tuttavia, le sue dimensioni sono tali da farlo essere il primo ristorante robotizzato complesso.

 

La struttura ha una capienza di circa 600 commensali e può ospitare oltre 40 robot in grado di cucinare circa 200 piatti di tre categorie base: cinese (comprese le specialità della zona di Shunde), hot pot e fast food.

 

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Gli ospiti fanno le loro selezioni con i camerieri robot, e quando è pronto il cibo viene consegnato direttamente al tavolo con un sistema skyrail, o portato su un vassoio.

 

Secondo il vicedirettore generale del gruppo Qianxi i locali robotizzati sono più efficienti in termini di spazio utilizzato e di tempo di cottura; sono inoltre più sicuri grazie ad un processo di cottura standardizzato e all'assenza di contatto da uomo a uomo. I robot di cucina hanno imparato come preparare piatti cinesi complicati imitando le azioni di chef umani esperti e le loro azioni sono state perfezionate attraverso un lungo processo di tentativi ed errori.

Pare tuttavia che i ristoranti meccanizzati non abbiano ancora conquistato i clienti.

 

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A dispetto della buona accoglienza della notizia dell'apertura ufficiale di FOODOM Tianjiang Food Kingdom su Weibo, dove i netizen hanno elogiato il locale come un'opzione gastronomica unica con lo sguardo rivolto al futuro, le recensioni risultano tiepide. Sulla popolare app di recensioni Dianping un altro ristorante del gruppo ha una valutazione media di 3,8 su 5 basata su appena 13 recensioni. Un cliente ha scritto di essere rimasto deluso nello scoprire che il ristorante aveva ancora personale che lavorava dietro le quinte e si è lamentato della eccessiva precisione nel taglio delle verdure e di altri ingredienti, che manifestavano l'assenza di un tocco umano.

Lo studio di architettura giapponese Tsutsumi and Associates ha fatto un intervento di riqualificazione su una casa sul lungolago di Hangzhou trasformandola in un ristorante giapponese.

 

La casa è costruita su tre piani ed il progetto di ristrutturazione prevede che il ristorante si estenda sul secondo ed il terzo piano, con un ampio ricorso all'uso di schemi complessi per catturare l'attenzione.

 

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L'ingresso del ristorante si apre sul secondo piano, progettato con un soffitto basso per accogliere i clienti all'interno.

L'ingresso al ristorante si apre sul secondo piano, progettato con un soffitto basso per accogliere i clienti all'interno. Per questa parte gli architetti hanno smontato il tradizionale motivo asanoha in due diversi strati geometrici, uno con un motivo a rombi ed un altro a triangolo equilatero: in questo modo le forme si spostano gradualmente se viste da diverse angolazioni. Ugualmente, anche i pannelli delle scatole da scarpe sono stati scolpiti usando la tradizionale tecnica giapponese chiamata naguri.

 

La restante parte del secondo piano è suddivisa in due parti.

 

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Una metà è riservata alle stanze private, decorate con un rivestimento in carta washi su entrambi i lati delle pareti. L'altra metà del piano è occupata dalla sala da pranzo, che utilizza il doppio motivo asanoha sulla parete dietro ai tavoli.

 

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Al terzo piano troviamo le sale VIP. Per sfruttare tutta l'altezza della soffitta, il team di progettazione ha esteso una serie di scaffali sfalsati fino al soffitto ed ha applicato una illuminazione indiretta. Questa tecnica richiama il kasumi-dana nella villa imperiale di Shugakuin a Kyoto.

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