Sono stati annunciati i vincitori del concorso di progettazione per l'ampliamento del Centro Fieristico di Pechino, ed è stata premiata la proposta di Zaha Hadid Architects.

 

 

Può sorprendere, eppure anche la Cina ha la sua comunità di writers. La cultura dei graffiti è arrivata nel paese alla fine degli anni '90, diffondendosi in modo particolare a Pechino, dove ha alimentato una comunità piccola ma vivace, che è ora raccontata nel libro Beijing Graffiti.

 

Sono stati presentati alla stampa i risultati di uno scavo archeologico effettuato nel sud-ovest di Pechino che ha rinvenuto tracce risalenti alla dinastia Jin (1115-1234).

Gli archeologi hanno portato alla luce una sezione di 60 metri di rovine delle mura della città, comprendente un fossato largo 66 metri, strutture di difesa del muro e alcuni mattoni e frammenti di porcellana. Sotto il muro sono state trovate anche alcune tombe delle dinastie Tang e Liao.

 

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La scoperta ha chiarito la relazione tra le mura delle città, il fossato e le strade all'interno della città. Pechino fu stabilita come capitale del regno Jin nel 1153 e lo rimase per 62 anni. Le mura furono abbandonate alla fine della dinastia Yuan o all'inizio della dinastia Ming nel XIV secolo.

Le autorità hanno intenzione di valorizzare la scoperta realizzando un parco archeologico, i cui lavori dovrebbero iniziare nel 2022.

Quando lo studio MAD ha ricevuto l'incarico di costruire l'asilo Yuecheng a Pechino ha seguito un principio chiaro: realizzare uno spazio dove si incontrassero vecchio e nuovo.

 

Sul sito del futuro asilo sorgevano un cortile siheyuan del XVIII secolo, una replica del cortile degli anni '90, ed un edificio moderno adibito a residenza per anziani. La costruzione doveva essere accogliente per i bambini, piacere ai “nonni” e rinnovare lo spazio rispettandone gli aspetti più tradizionali.

 

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Gli architetti hanno scelto di rimuovere la replica del cortile esterno. Al suo posto è nato un edificio con una struttura bassa e dolce, dalle forme fluide e curvilinee che contrastano con il rigore degli altri edifici. Il colpo d'occhio è quello di uno spazio alieno. Questa impressione è accentuata dal tetto calpestabile, dove i bambini possono camminare correre e giocare.

 

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A livello del suolo si aprono tre cortili. La progettazione di questi spazi è stata ispirata da una visione tradizionale, che compensa gli elementi moderni del tetto. Gli architetti hanno voluto che la natura fosse centrale: hanno perciò conservato gli alberi preesistenti facendone l'elemento intorno a cui disporre i cortili, da cui la scuola prende aria e luce.

 

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I cortili sono visivamente collegati all'interno da ampie vetrate lungo le pareti, che andando dal pavimento al soffitto garantiscono illuminazione naturale ed il comfort degli ospiti. Sono infatti su misura di bambino.

 

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Una soluzione ingegnosa infine è stata pensata per collegare il primo piano con il livello interrato. Lo spazio di transizione è stato concepito come un teatro, la cui sommità è circondata da un muro di fumetti bilingue, e dove il palcoscenico svolge due funzioni: è lo spazio per inscenare spettacoli ed è l'ingresso ad un parco giochi coperto su due livelli, che può diventare il luogo per eventi artistici e sportivi aperti all'intera comunità.

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