Le autorità di Pechino stanno approntando un piano a favore delle imprese culturali della capitale. Lo scorso anno le circa 4.000 imprese culturali con sede a Pechino avevano realizzato un fatturato complessivo di 1,2 trilioni di yuan, contribuendo notevolmente alla crescita economica della città.

 

Ad oggi, secondo un sondaggio condotto dall'autorità cittadina, il 40 percento delle 3.000 aziende del settore ha già perso oltre 1 milione di yuan, con l'aspettativa di un calo nelle entrate di oltre il 50% nell'anno. Le misure di contenimento dell'epidemia hanno infatti portato alla chiusura di 372 centri espositivi culturali e 183 musei, nonché di 260 cinema ed alla cancellazione di 5.392 spettacoli.

 

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A fronte di questi numeri, gli operatori del settore si sono rivolti alle autorità locali chiedendo interventi di sostegno per per ottenere prestiti e sussidi per gli affitti, a cui le autorità hanno risposto già a partire dalla fine di febbraio.

 

Sono del 29 febbraio infatti le 28 politiche emanate a sostegno del settore, nonché la pubblicazione di un documento sulla gestione e la valutazione del circuito dell'industria culturale in caso di emergenze di sanità pubblica.

 

Sono inoltre intervenuti il Beijing Culture Equity Exchange ed il Centro di promozione e sviluppo culturale del distretto di Dongcheng di Pechino, con l'obiettivo di aiutare le imprese dal punto di vista finanziario. Il Beijing Culture Equity Exchange, che è una delle quattro istituzioni autorizzate a sostenere le imprese nel reperimento di finanziamenti, si è attivato lanciando piattaforme online per risolvere i problemi di finanziamento delle imprese e proponendo misure per garantire i servizi alla clientela, mentre il Centro di promozione e sviluppo culturale ha stanziato 24 milioni di yuan a supporto delle 46 attività cultuali dell'area.

 

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Il caso delle librerie

 

Tra gli interventi messi in atto dalle autorità di Pechino per sostenere il settore culturale alcuni sono specifici per le librerie.

 

Si è da poco conclusa la prima valutazione delle richieste provenienti dalla librerie e 161 tra di esse hanno ricevuto aiuti finanziari. Si tratta di un pagamento anticipato dei sussidi per gli affitti nei mesi da aprile a giugno, che le autorità erogano dietro promessa di impegno della libreria a continuare a lavorare, ed hanno l'obiettivo di ridurre la pressione del flusso di cassa.

 

Secondo il capo dell'amministrazione stampa e pubblicazione di Pechino Wang Yefei questi soldi aiuteranno i negozi a prepararsi per un rapido sviluppo quando il mercato riprenderà. Wang ha inoltre riportato i dati delle statistiche su tutti i i distretti di Pechino, che indicano che nonostante l'epidemia nel mese di febbraio sono state aperte 73 nuove librerie, e ha spiegato che l'apertura di 200 librerie entro l'anno è uno degli obiettivi del governo locale per quest'anno.

 

È l'austriaco Robert Menasse con il suo romanzo “The Capital” ad essersi aggiudicato l'annuale Premio Zou Taofen per il romanzo straniero dell'anno.

L’epidemia di coronavirus ha avuto conseguenze negative sull’industria cinematografica sia per la produzione dei film che per la loro proiezione: è quindi una notizia positiva la diffusione da parte delle autorità delle Linee guida per la prevenzione che danno le indicazioni da seguire affinché l’industria cinematografica possa riprendere le attività, ed il pubblico tornare nei cinema.

 

Per quanto riguarda le società di produzione cinematografica, le linee guida affermano che le aziende devono redigere piani di controllo delle epidemie, prevenzione e emergenza e riprendere la produzione solo se soddisfano i requisiti delle autorità locali.

 

Nel caso che il set sia a Pechino, le riprese possono effettuarsi se il numero di persone nella troupe sul set, inclusi attori e personale, è inferiore a 50, indipendentemente dal fatto che le riprese avvengano all'interno o all'esterno; se invece le riprese si svolgono fuori dalla capitale, la troupe deve attenersi ai protocolli delle autorità locali.

 

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Per quanto riguarda invece il pubblico, le disposizioni si propongono di evitare l’affollamento, e perciò gli spettatori dovranno essere seduti con un posto ed una fila tra le persone, indossare maschere ed essere stati sottoposti alla misurazione della temperatura prima di accedere alla sala. Inoltre per l’acquisto del biglietto è prevista la registrazione delle persone, che devono fornire informazioni tra cui nome, indirizzo, numero di telefono, film visionato, data e ora della proiezione, sala cinema e numero di posto.

 

Le stesse sale cinematografiche devono tenere conto dell’epidemia e predisporre piani per il controllo epidemico e la prevenzione e provvedere a misure di disinfezione complete. Esse possono riprendere le attività commerciali solo dopo autorizzazione delle autorità locali, che la concedono esclusivamente se le sale rispettano i requisiti previsti.

 

Le misure restano rigorose, ma sono un passo importante verso il ritorno alla normalità.

Anche gli psicologi della Beijing Normal University sono scesi in campo per fronteggiare la minaccia del coronavirus.

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