Le modelle asiatiche si stanno imponendo sulle passerelle mondiali.

Oltre a Liu Wen, che il pubblico della moda è unanime nel riconoscere come la più famosa, ce ne sono altre che hanno partecipato ad importanti spettacoli e la cui fama sta crescendo fuori dalla cerchia degli appassionati.

Ecco le cinque modelle più presenti nelle sfilate di tutto il mondo.

 

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1 Liu Wen

Liu Wen è ormai universalmente riconosciuta come la più importante modella asiatica.
La sua carriera è costellata da primati: è stata la prima modella cinese ad apparire sulla copertina di Vogue America, e nel 2009 la prima a percorrere la passerella di Victoria's Secret.
La consacrazione è arrivata nel 2014, quando Forbes l'ha inclusa, quale unica top model asiatica, nella lista dei modelli più pagati al mondo.

 

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2 Fei Fei Sun

Dal suo esordio per Karl Lagerfeld, la carriera di Fei Fei Sun non si è mai fermata: la modella è apparsa in 40 copertine di riviste, tra le quali Vogue Italia, dove è stata l'unica artista asiatica nel 2013, ed ha realizzato 399 spettacoli, tra cui la sfilata Valentino 2020 di alta moda.
Quello con Valentino d'altra parte è un legame consolidato, dal momento che lo stilista l'aveva scelta per essere il suo primo volto asiatico.

 

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3 Du Juan

La carriera di Du Juan inizia nel 2005 quando sfila per Diane Von Furstenberg ed appare su Vogue Francia, fino al 2013, quando decide di prendersi una pausa per dedicarsi al cinema.
Il film più celebre è “American Dreams in China” ma Du Juan ha recitato in altri nove film e due cortometraggi.
Nel 2019 ha fatto ritorno in passerella, chiudendo la sfilata della collezione autunno di Valentino a Pechino.

 

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4 Xiao Wen Ju

Xiao Wen Ju ha al proprio attivo quasi 300 spettacoli e 41 copertine di riviste, nonché la campagna pubblicitaria della Nike nel 2019.
Un episodio importante e curioso della sua carriere sono stati gli scatti fatti nel 2015 a Parigi, quando è stata ritratta per Valentino in compagnia di Derek Zoolander (Ben Stiller) e Hansel Close (Owen Wilson).

 

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5 He Sui

Essere stata la seconda modella cinese ad aver sfilato per Victoria's Secret ha aiutato He Sui a far crescere la sua popolarità: il suo account Instagram conta 1,5 milioni di follower.
Tra i 139 spettacoli a cui ha partecipato, uno dei più importanti è stata la sfilata di Ralph Lauren, che He Sui ha aperto quale prima modella orientale.

Il marchio del lusso Burberry ha annunciato che collaborerà con il reality show “Street Dance of China”.

 

Street Dance of China” è il primo reality show del paese a concentrarsi sulla danza di strada, e prevede la partecipazione di quattro celebrità che si sfidano l'una contro l'altra con la propria squadra di ballerini, selezionati tra 400 concorrenti. Le precedenti edizioni hanno avuto buoni riscontri sulla piattaforma di recensioni Douban, guadagnando rispettivamente la prima stagione un punteggio di 8,7/10, mentre la seconda di 8,8/10.

 

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Si comprendono perciò le aspettative per la terza stagione, che avrà come protagonisti Jackson Wang e Wang Yibo, e l'interesse di Burberry per lo show. La collaborazione del marchio si tradurrà in diverse forme, come brevi video e live streaming che saranno rilasciati a luglio sul sito di video cinesi Youku.

 

La decisione di Burberry è il segnale di un cambio di tendenza del marchio tanto verso i reality show, quanto verso una fetta di consumatori più giovane, che è il principale target dello spettacolo. Con questa mossa il marchio spera di migliorare la propria situazione economica, che è caratterizzata da un calo dei profitti di circa il 57% su base annua per l'anno fiscale 2020, e sulla quale pesa la chiusura di circa il 60% dei negozi nel primo trimestre del 2021.

 

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Anche altri marchi stanno puntando la loro attenzione sui consumatori più giovani, con strategie diverse. Nike ad esempio ha scelto di sponsorizzare la seconda stagione dello spettacolo cinese “Youth with You”, i cui candidati si allenavano indossando magliette del marchio, mentre Prada e Delvaux hanno aperto negozi virtuali sulla piattaforma Taobao.

 

Il negozio di Prada in particolare ha avuto un buon successo di pubblico: in poco tempo ha superato i 100.000 abbonati, che possono essere informati delle novità del marchio e sono quindi una potenziale base di clienti.

Louis Vuitton è stato il primo marchio ad aver aperto un account sul social Little Red Book, dove adesso è seguito da 130.000 follower, ed è uno dei marchi ad aver maggiormente investito sulla piattaforma Little Red Book.
Un'ulteriore conferma di questa strategia è stato il suo debutto live streaming dello scorso 26 marzo.

 

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Il live streaming è durato un'ora, durante la quale la fahion blogger Yvonne Ching ha illustrato le caratteristiche del suo outfit, ovviamente composto da abiti LV, e di quello della star Zhong Chuxi, che a sua volta ha risposto alle domande dei fan su come migliorare e personalizzare la borsa. Ching ha inoltre ricordato dove potevano essere acquistati i nuovi articoli LV, facilmente accessibili dal sito.

 

Il livestream ha raccolto oltre 152.000 visualizzazioni e molti commenti, che sono spaziati da quelli degli addetti alle vendite, che incoraggiavano gli spettatori a contattarli, a quelli dei fan di Zhong Chuxi. Non sono mancati quanti hanno criticato l'impostazione dello spettacolo, a loro dire troppo bassa per il marchio di lusso.

 

Queste critiche non sono tuttavia fondate, perché non tengono conto delle caratteristiche del social: Little Red Book è infatti una comunità in cui le persone condividono consigli su acquisti, prezzi e idee di stile, e quindi il format scelto, con due influencer che parlano dei loro articoli preferiti scambiandosi le opinioni è del tutto adatto alle caratteristiche della piattaforma.

 

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Le eventuali insidie possono piuttosto provenire dalla natura stessa del live streaming, che se da un lato può avvicinare i consumatori, è tuttavia una forma di marketing rischiosa perché esposta a problemi imprevisti, logistici o di altro tipo.

 

Inconvenienti che non si sono presentati durante il debutto di Louis Vuitton, che ha dimostrato ancora una volta di essere all'avanguardia rispetto agli altri marchi, riuscendo inoltre a monetizzare organicamente l'evento.

Un importante genere di video diffusi su TikTok sono quelli che spiegano agli utenti come riprodurre dettagli sugli abiti in modo da renderli simili a quelli dei marchi più importanti, oppure come trovare sui siti come DHGate, AliExpress o Amazon duplicati o elementi di prodotti di marchi come Chanel, Gucci o Lululemon.

 

I motivi di questa tendenza si spiegano con il fatto che i giovani sono attenti ai costi dei prodotti di design di cui sono al tempo stesso dei forti consumatori. La Generazione Z infatti è cresciuta negli anni della recessione ed ha visto le difficoltà finanziarie dei suoi genitori, così come della generazione precedente, sviluppando una grande attenzione nei confronti dei costi dei prodotti. Al tempo stesso, questa generazione è una delle più fotografate ed ha perciò bisogno di un guardaroba ricco.

 

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C'è inoltre il fattore della popolarità. Gli autori dei tutorial su come riprodurre abiti di marca dimostrano creatività ed inventiva e queste caratteristiche piacciono agli altri utenti, facendo aumentare la popolarità ai video.
Questi video sono dunque uno dei modi con cui i giovani consumatori cercano di unire l'esigenza di indossare abiti di marca senza spendere cifre importanti, analogamente all'acquisto di beni di seconda mano di cui abbiamo già parlato; tuttavia la loro diffusione impone una riflessione ai marchi.

 

Non è infatti possibile una risposta in termini di azione legale.

 

TikTok non consente annunci che promuovono prodotti o servizi che violano diritti d'autore marchi, privacy, pubblicità o altri diritti personali o proprietari. Sui post regolari degli utenti invece la posizione non è chiara, sebbene le linee guida della community stabiliscano la rimozione dei contenuti che promuovono attività criminali.

 

La società potrebbe essere potenzialmente responsabile se molti utenti indirizzano altri utenti alla vendita di 'dupes' (la parola usata su TikTok per indicare prodotti falsi), e ugualmente responsabili potrebbero essere gli utenti nel caso avessero una relazione di affiliazione con i venditori di prodotti contraffatti.

 

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I marchi pertanto dovrebbero fare causa ad un numero enorme di piccoli attori, cosa difficilmente percorribile, perché porterebbe ad un danno d'immagine che sarebbe controproducente e allontanerebbe potenziali acquirenti.
I giovani infatti sono interessati ad avere prodotti di design, e perciò una soluzione potrebbe essere produrre articoli a basso prezzo o collaborare con altre aziende per avere un'offerta per quella fascia di consumatori come ha già fatto LVMH con l'investimento nel marchio streetwear Madhappy.

 

La sfida resta tuttavia un'altra e riguarda il processo creativo. Gli adattamenti e le modifiche fatte dagli utenti TikTok sui prodotti dei marchi sono un segnale di come oggi la creatività sia collaborativa e dunque il processo creativo non possa più essere limitato agli studi dei design dei marchi ma debba in qualche modo aprirsi all'esterno. Come è la domanda a cui i marchi dovranno rispondere nei prossimi anni.

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