È ormai appurato che il COVID-19 possa ripresentarsi in pazienti clinicamente guariti una prima volta, e pertanto i funzionari sanitari di Hubei, la provincia cinese maggiormente colpita dall'epidemia, stanno approntando un protocollo sanitario per gestire questi casi.

 

Il protocollo è differenziato a seconda che i pazienti recidivanti presentino o meno di sintomi: in caso infatti di test positivo e di sintomi i pazienti saranno inviati ad ospedali designati per l'osservazione ed il trattamento, ed una volta dimessi dovranno osservare una quarantena di 14 giorni. Per i positivi asintomatici è prevista soltanto la quarantena in siti di isolamento per un periodo di osservazione di 14 giorni.

 

105f315e-c7c4-47d7-9005-1d0bb46e5c17.jpeg

 

L'autorità sanitaria ha dichiarato che i pazienti nuovamente affetti da coronavirus non saranno registrati come nuovi casi, in quanto la malattia era stata loro diagnosticata la prima volta. Essi saranno curati a spese dell'assicurazione medica nazionale e dei sussidi statali in due ospedali appositamente designati per loro.

 

Le prime osservazioni escludono che questi pazienti possano infettare altre persone; tuttavia i test proseguono.

 

I dipartimenti di controllo delle malattie stanno infatti conducendo indagini epidemiologiche di follow-up, ed anche gli istituti di ricerca scientifica stanno testando le cariche virali su campioni di virus coltivati in laboratorio per chiarire ulteriormente l'infettività di coloro che risultano nuovamente positivi al test.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono in fase di sviluppo più di 20 vaccini contro il COVD-19 e mentre alcuni paesi con una consolidata tradizione di ricerca medica come la Germania ed il Giappone hanno annunciato il via a progetti di vaccinazione, in Cina e negli Stati Uniti sono cominciate le prime sperimentazioni sull'uomo.

 

In Cina il vaccino è stato sviluppato dalla società biotecnologica CanSino Biologics Inc e da un gruppo di ricercatori guidato dal generale dell'Esercito popolare di Liberazione ed esperto in prevenzione e controllo dei rischi biologici Chen Wei.

 

Il 16 marzo, poche ore dopo che gli USA avevano somministrato le prime iniezioni, i ricercatori cinesi hanno lanciato l'appello per reclutare i volontari.

 

All'appello hanno risposto oltre 300 persone ma ne sono state selezionate solo 108 sulla base di esami clinici molto rigorosi e sull'analisi della storia medica passata e su quella delle trasfusioni di sangue.

 

025e9b7c-7fbc-476f-abb6-a6fd4c8f107f.jpeg

 

Il monitoraggio dei volontari durerà sei mesi per verificare l'insorgenza di reazioni avverse, con regolari prelievi di campioni di sangue per accertare la presenza di anticorpi al virus.

 

I volontari devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni, durante i quali sono isolati in una stanza singola all'interno di una casa di cura dove non possono bere, fumare od uscire senza autorizzazione.

 

Essi sono esaminati dagli esperti il giorno dell'iniezione ed il giorno successivo, e poi ad intervalli regolari per le prime due settimane, quindi il giorno 28 dall'iniezione, il terzo mese ed infine il sesto mese. Sono inoltre costantemente monitorati da un dispositivo attaccato sotto l'ascella che invia dati 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

 

Gli unici effetti collaterali finora riscontrati su alcuni dei volontari sono quelli normalmente associati ai vaccini, e cioè indolenzimento e temporaneo aumento della temperatura.

 

Secondo un esperto di immunologia di Pechino ci vorrà almeno un anno prima che il vaccino possa essere lanciato, e tuttavia è molto probabile che alcuni prodotti possano essere disponibili entro la fine di quest'anno per essere usati in caso di emergenza.

Da ieri è in funzione l’ambulatorio Lilla a Osmannoro. Gli assistenti sanitari presenti hanno iniziato la loro attività che ha permesso di valutare un primo caso. Si tratta di un giovane rientrato dalla Cina da meno di quattordici giorni in presenza di una prima sintomatologia (tosse, febbre, mal di gola). E’ stato prelevato il campione respiratorio ed inviato al laboratorio di microbiologia di Careggi. Nel pomeriggio il test ha dato esito negativo ed è stato prontamente comunicato al diretto interessato.

 

L’attività dell’ambulatorio prosegue al fine di garantire ogni possibile misura di prevenzione. Un contesto nel quale rientrano le misure già adottate quali il sostegno all’isolamento volontario già attuato da una parte consistente della Comunità cinese e oggetto di specifica sorveglianza sanitaria.

 

I cittadini cinesi rientrati in Toscana negli ultimi due mesi sono circa 1300, segnalati all’azienda sanitaria, e sono in isolamento domiciliare volontario ed oggetto di sorveglianza attiva da parte del Dipartimento di Prevenzione.

 

Gli altri cittadini che si sono recati in Cina per trascorrere le festività del Capodanno sono attualmente bloccati dalle autorità cinesi. Sono 364 i bambini in isolamento domiciliare volontario con le rispettive famiglie. Di queste 120 hanno già superato il periodo di 14 giorni di isolamento previsto dalla circolare ministeriale.

 


In un rapporto di proficua collaborazione con il Consolato cinese, coloro che rientrano dalla Cina sono invitati ad attuare un isolamento volontario a domicilio di 14 giorni. Sono state già state diffuse le informazioni tradotte in lingua cinese relative alle modalità di auto monitoraggio domiciliare delle condizioni di salute.

 

L’attività dell’ambulatorio Lilla si colloca nel suddetto contesto ed ha come riferimento soltanto i casi di soggetti residenti nei territori dell’Asl Toscana Centro, che rientrati da meno di 14 giorni da un’area a rischio manifestino lievi sintomi, evitando di recarsi impropriamente ai pronto soccorso come è già accaduto in diverse circostanze. Per coloro che dovessero manifestare una sintomatologia più critica l’indicazione è di rivolgersi al 118 per attivare le misure di pronto intervento e conseguente assistenza ospedaliera. Pertanto l’attività dell’ambulatorio a Osmannoro, che richiede una prenotazione tramite Cup, riguarderà una casistica limitata e programmata di persone. Il personale di assistenza sanitario in servizio presso l’ambulatorio si occuperà anche della sorveglianza attiva.

 

Un percorso, quello disegnato dall’azienda sanitaria, in sintonia con le misure disposte dal Ministero della Salute e dalla Regione Toscana.

 

A seguito di ripetute comunicazioni a mezzo stampa e social sulla necessità di “effettuare diffusamente la quarantena di tutti i cittadini in rientro dalla Cina”, è stata fatta formale richiesta al Commissario per la Gestione dell’emergenza Coronavirus, dottor Borrelli, per avere delucidazioni in merito, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle indicazioni ministeriali e tenuto conto che tale misura di natura coercitiva non risulta adottata in nessun altro Paese al di fuori della Cina.

Per la seconda volta l’Asl ha applicato la procedura di emergenza per la gestione del caso in tempi rapidi ed efficaci

Pagina 1 di 2

Contattaci

Viale della Repubblica, 298
Prato, PO 59100
ITALY
0574 1595523
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.radioitaliacina.com
  • SPERIMENTARE - AMARE - INTERAGIRE

     
    appstore icon apple android icon android