Da oggi fino al 30 giugno, il documentario "Doris & Hong" di Leonardo Cinieri Lombroso sarà trasmesso su Tele Iride Canale 96 del digitale terrestre con i sottotitoli in italiano e cinese.

 

Il Montelupo Fiorentino Film Festival dalla sua grande rosa di oltre 2000 titoli archiviati durante le cinque edizioni del festival, ha selezionato "Doris & Hong" per la programmazione nella televisione locale.

 

Dal 1° maggio sarà dunque possibile consultare il palinsesto di Tele Iride e conoscere la data di messa in onda del documentario.

 

Sinossi

Hong ha ventitré anni, viene da Dalian e studia arte a Pechino. Doris, che di anni ne ha settanta, è una pensionata romana. Complice una stanza in affitto, tra le due donne nasce un’inedita amicizia che, con poeticità e ironia, valica i confini della banalità. Nell’arco di oltre un anno di riprese e muovendosi tra l’Italia e la Cina, il documentario “Doris & Hong” insegue le due donne nelle loro intrecciate vicissitudini e nell’incessante scambio culturale e generazionale.

 

Trailer:

 

Du Fu (712-770) è uno dei massimi poeti cinesi i cui testi, secondo l'opinione concorde dei sinologi, sono dello stesso livello degli scritti di Virgilio, Dante o Shakespeare; tuttavia il poeta non condivide con gli altri la stessa fama, ma, al contrario, è quasi sconosciuto al pubblico Occidentale.

 

Questa situazione potrebbe presto cambiare per merito della BBC che ha di recente girato “Du Fu, il più grande poeta cinese” il primo documentario in lingua inglese sul poeta.

 

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Ispirato all'omonimo libro del 1952 di William Hung, il documentario di un'ora è stato girato da Michael Wood, noto per aver lavorato ad altre docuserie sulla Cina come “The Story of China” (2016) e “The Story of China's Reform and Opening Up” (2018) ed intreccia interviste a studiosi di letteratura cinese con immagini della Cina e con la lettura delle poesie di Du Fu da parte dell'attore britannico Ian McKellen.

 

Wood porta lo spettatore nei luoghi della Cina maggiormente legati al poeta, dalla città natale Gongyi, nella provincia di Henan, all'odierna Xi'an, un tempo capitale della dinastia Tang con il nome di Chang'an, ascoltando attori, ballerini e gente del posto che nelle interviste mostrano l'enorme popolarità di Du Fu.

 

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Secondo gli studiosi, Du Fu è stato migliore di chiunque altro nel riflettere gli eventi storici che ha vissuto nella sua opera, e le sue poesie sono parte del vocabolario emotivo della cultura cinese.

 

Nato sotto il regno dell'imperatore Tang Xuanzong, Du Fu segue le sorti della dinastia: per aver lavorato come funzionario presso la corte imperiale, in seguito alla ribellione di An Lushan 55 che pose fine all'impero fu costretto dai ribelli a lavorare come facchino finché non riuscì a fuggire insieme con la famiglia, sopportando fame e sofferenza.

 

Le poesie di Da Fu raccontano tutto questo, celebrando al tempo stesso le piccole gioie della vita e esprimendo la preoccupazione del poeta per il suo paese, ed ora per la prima volta, grazie al documentario “Du Fu, il più grande poeta cinese” della BBC, anche il pubblico Occidentale potrà conoscerle ed apprezzarle nell'interpretazione di Ian Mckellen.

Wuhan 2020: How we fight COVID-19” è un documentario che racconta la vita a Wuhan durante l'isolamento.

 

Il video di circa 18 minuti è stato prodotto da Tsingying Film, uno studio cinematografico composto da studenti e docenti dell'università di Tsinghua raccogliendo e montando insieme 112 brevi video girati da oltre 70 residenti in città.
Uscito il 2 aprile, il video ha catturato il cuore dei netizen ed ha raggiunto oltre 33,3 milioni di visualizzazioni sull'account dello studio su Sina Weibo, tanto da indurre lo studio a caricarne una versione con sottotitoli in inglese sul suo canale Youtube.

 

 

Il documentario collega in modo coerente le storie apparentemente separate dei diversi individui e mappa la linea temporale dell'epidemia ed il suo impatto sulla vita dei cittadini, a partire dalla normalità prima della malattia (si apre con le immagini del concerto per festeggiare il Capodanno) ai primi casi, mostrando i cambiamenti sulla vita quotidiana man mano che vengono prese le misure restrittive.

 

Il film mostra le difficoltà a vivere in città durante il lockdown, i segnali di speranza e l'amicizia che unisce tutti gli uomini, i cui cuori sono collegati anche se vivono a miglia di distanza.

 

Il documentario si chiude con la frase “Che tutti noi possiamo essere benedetti dalla longevità. I nostri cuori sono collegati a Wuhan, anche se siamo a miglia di distanza”, un adattamento del verso del poeta Su Shi che dice “Possiamo tutti essere benedetti con la longevità. Sebbene a migliaia di miglia di distanza, siamo ancora in grado di condividere insieme la bellezza della luna”.

 

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La scelta della frase si spiega perché il film è stato girato prima che l'epidemia si estendesse agli altri paesi fuori dalla Cina, ma secondo i registi l'amicizia e la fratellanza legano tutti gli uomini e tutti dobbiamo impegnarci affinché le sofferenze e le morti non siano dimenticate.

 

L'obiettivo del film è infatti quello di ricordare le vicende di Wuhan in modo che in futuro non si ripetano situazioni come quelle vissute in Cina e negli altri paesi: così sarà reso un vero omaggio a quanti sono morti per il coronavirus, tra cui Li Wenliang, uno tra i primi medici ad avere avvisato le autorità della malattia subendo dei richiami. La sorte di Li, che è poi morto a causa del COVID-19 il 7 febbraio, è stata lo stimolo per produrre il film, ed al medico è dedicata una scena che compare dopo i crediti.

La società di produzione e distribuzione Block 2 Distribution del regista Wong Kar-wai si è aggiudicata i diritti di distribuzione internazionale sul documentario di prossima uscita “Ennio: il Maestro” diretto da Giuseppe Tornatore su Ennio Morricone.

 

Il docufilm su Morricone è in cantiere da diversi anni: il film, che è la tredicesima collaborazione tra il musicista ed il regista, era stato annunciato da Tornatore nel 2016 con il titolo “The Glance of Music” ed è caratterizzato da un mix di filmati di repertorio, ricostruzioni dei momenti topici della carriera musicale di Morricone ed interviste ai diversi partner cinematografici, tra cui lo stesso Wong, Quentin Tarantino, Bernardo Bertolucci, Clint Eastwood e Bruce Springsteen.

 

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Si prevede che il documentario, che al momento è in post-produzione, sarà distribuito entro la fine del 2020.

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