Sorge a Guilin, una città nel nord-est della regione autonoma Guangxi Zhuang, il primo impianto di produzione dell'abbigliamento integrato con l'ambiente circostante.

 

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Il progetto è stato affidato allo studio Ronald Lu & Partners ed è stato definito un “giardino dello sviluppo sostenibile”: la realizzazione è stata suddivisa in due parti, di cui la seconda sarà completata entro la fine del 2020, e quando sarà completato lo stabilimento si estenderà su un'area di 511.800 metri quadrati.

 

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Quando ha commissionato il lavoro, il produttore tessile e di abbigliamento Esquel ha spiegato che il suo obiettivo era cambiare l'immagine “a bassa tecnologia” della produzione tessile, sviluppando un impianto che fosse all'avanguardia ed integrasse elementi di conservazione e design ambientale: il risultato è un impianto che è al tempo stesso un parco ecoturistico industriale.

 

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L'idea su cui hanno lavorato gli architetti è stata quella di preservare il più possibile l'ecologia del sito, compresi i boschetti di bambù, i laghetti per i pesci e le zone umide. Dopo aver studiato le topografia e la geologia del sito, hanno ripristinato il lago originale ed hanno quindi posizionato edifici di piccole dimensioni lungo la sua sponda. Oltre al laboratorio tessile centrale e al centro artigianale, il complesso comprende giardini botanici, piantagioni, sale espositive, ristoranti per il personale e centri di apprendimento; infine, al completamento della seconda fase, saranno presenti un'area commerciale ed un centro di performance.

 

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La struttura si sviluppa in orizzontale con edifici bassi (il punto più alto dell'intero progetto raggiunge solo 22 metri di altezza) costruiti con materiali quali mattoni blu, piastrelle grigie e bambù che fanno riferimento agli antichi villaggi della zona. Sul centro artigianale gli architetti hanno aggiunto una tenda di bambù semitrasparente che aumenta la ventilazione naturale per garantire maggiore comfort durante i mesi estivi, mentre durante l'inverno i pendii delle colline diventano uno schermo naturale che blocca i venti freddi a nord-est.

 

La tenda copre pareti di vetro usate per rafforzare la luce del giorno e migliorare la connettività visiva tra lo stabilimento, il centro espositivo ed il ristorante dei dipendenti.

Gli architetti di MAD guidati da Ma Yansong hanno divulgato il piano generale ed il design architettonico per il Parco culturale della baia di Shenzhen.

 

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Incastonato tra la città ed il lungomare, il parco è pensato come un luogo in cui si sovrappongono antico e futuro, in un'atmosfera surreale per i visitatori. Il complesso, che sarà pronto per il 2023, si estenderà su un'area approssimativa di 51.000 metri quadrati e comprenderà strutture come una “sala del design creativo” ed il “museo della scienza e della tecnologia” di Shenzhen, oltre ad un ampio spazio di verde pubblico sul lungomare.

 

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Nelle intenzioni degli architetti il luogo non serve solo come uno spazio pubblico aperto 24 ore su 24, ma anche come un luogo di esibizione ed un'area espositiva: al centro del parco si svilupperà una piscina a specchio che formerà un anfiteatro capace di ospitare fino a 10.000 persone, mentre più piattaforme collocate all'interno del paesaggio fungeranno da luoghi di esibizione all'aperto e da aree espositive d'arte.

 

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Tutte le costruzioni presentano tetti leggermente inclinati che cadono naturalmente sul terreno, formando cortili affondati di altezza continua che attraversano il parco. Ai lati opposti dell'asse nord – sud sorgeranno due padiglioni che avranno l'aspetto di pietre monumentali lisce; all'ultimo piano del padiglione sud si aprirà una piattaforma che offrirà ai visitatori la panoramica sulla baia di Shenzhen e sullo skyline della città.

Sono 31 anni che il Festival delle Lanterne illumina le città di Taiwan ed è progressivamente diventato uno dei più grandi eventi turistici del paese.

 

In particolare, la città di Taichung ha ospitato l'evento nel 2003 e nel 2015 e per la sua terza occasione ha voluto evidenziare il legame tra la città e la luce. Il tema è stato “Taichung rischiarata. La rinascita dell'alba” e combinava l'ambiente locale e l'immagine dell'alba, con l'obiettivo di rendere maggiormente suggestiva la foresta attraverso l'arte delle tradizionali lanterne.

 

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Il tema ha ispirato l'artista Ling-Li Tseng che in collaborazione con lo studio Serendipity ha creato una installazione intitolata “Alla ricerca del bagliore”.

 

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L'installazione è collocata nella foresta, ed ha la forma di una sfera fatta di ovali, le cui parti, fatte di differenti tipi di legno, si sovrappongono e si avvolgono come una pigna vuota.

 

 

All'interno della costruzione corrono dei tubi a LED che emanano un bagliore che illumina la foresta. Il bagliore diffuso si trasforma in una nebbia che guida i visitatori all'interno del padiglione luminoso.

Shuyang è stata la culla della scrittura cinese a pennello, ed anche oggi mantiene la tradizione ospitando una galleria dedicata all'arte calligrafica.

 

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L'arte calligrafica ha ispirato i progettisti: UAD (The Architectural Design & Research Institute dell'Università di Zhejiang) ha infatti scelto di richiamarsi ai tre colori (nero, bianco e rosso) caratteristici della calligrafia per definire gli spazi della galleria, e di giocare sulle dimensioni e sui materiali dell'edificio per richiamare l'alternanza tra pesante e leggero tipico dello stile calligrafico del pittore Zheng Xie.

 

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La più grande sala espositiva ha la facciata in mattoni rossi, e ricorda un sigillo impresso su un rotolo pitturato con la tecnica ad inchiostro e acqua. Il materiale impiegato è il mattone di argilla di Yixing, che viene usato in modo da creare tre modelli di parete su parti diverse dell'edificio.

 

Le altre strutture sono caratterizzata dall'alternanza di nero e bianco.

La struttura nera è dipinta con vernice fluorocarbon grigio scuro, che richiama il colore dell'inchiostro, e presenta angoli arrotondati nella parte inferiore del corpo per simulare il senso di gravità della calligrafia.

La superficie nera liscia contrasta armoniosamente con l'edificio bianco, dalla superficie invece scavata: gli architetti hanno usato una lastra in cemento prefabbricato e ne hanno trattato la superficie con uno scalpello verticale per ricordare la carta di riso.

 

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Si accede alla galleria da un ponte su un laghetto, messo all'entrata del complesso come per fare da cuscinetto ai rumori esterni; prima di entrare il visitatore percorre una pavimentazione dove i diversi cambiamenti in scala di grigio del granito compongono un dipinto ispirato al disegno dell'inchiostro che si diffonde sulla carta.

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