Dal Black Lives Matter alle creme sbiancanti vendute nel subcontinente, il passo è stato breve. Ma gridare allo scandalo puntando il dito contro un unico brand, senza guardare al quadro generale della società indiana, farà dimenticare presto le rivendicazioni.

 

Come siamo finiti a parlare di creme sbiancanti asiatiche, quando solo ieri eravamo uniti al grido di Black Lives Matter? Il movimento statunitense si sta riverberando nel mondo, con effetti globali declinati in modo straordinariamente locale. La sua versione indiana ha così preso di mira la più pervasiva delle discriminazioni che si trovasse in casa, il problema più apertamente denunciato e inefficacemente affrontato – quello del whitening, dello sbiancamento, e prima ancora dell’irragionevole primato delle carnagioni chiare.

 

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Il primo luglio 1921, al terzo piano di un palazzo di stile europeo nella Concessione internazionale di Shanghai, nasce il Partito Comunista Cinese

 

L’atto di fondazione ufficiale fu siglato a bordo di una barca sul Lago del Sud (Nan Hu), uno specchio d’acqua vicino alla città di Jiaxing, dove il Congresso era stato spostato poco dopo. Al primo Congresso era presente anche Mao Zedong in qualità di delegato di un gruppo di giovani comunisti dello Hunan.

 

I dodici delegati della seduta del 1° luglio 1921 che fonda il Pcc rappresentano nove cellule, con un totale di 57 membri. Il partito nasce così come federazione di gruppi rivoluzionari formati da intellettuali raccolti attorno a individui intraprendenti e vagamente ispirati a ideali marxisti.

 

Le tensioni tra il partito comunista e il nazionalista Kuomintang, il suo principale rivale, scoppiarono in una guerra civile da cui i comunisti emersero vittoriosi nel 1949. Nonostante le riforme del mercato cinese alla fine degli anni '70, il moderno stato cinese rimane un sistema leninista, come quelli di Cuba , Corea del Nord e Laos.

Slittano le date dell'edizione 2020 del Firenze Film Corti Festival, che quest'anno si posizionerà dal 27 al 30 ottobre fra Murate Art District, Limonaia di Villa Strozzi e Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

La decisione è stata presa dalla direzione del Festival, nelle figure di Francesco Grifoni e Marino Demata, in ottemperanza ai vari DCPM governativi relativi all'emergenza Covid-19.

 

Anche quest'anno la rassegna conferma la sua vocazione internazionale, durante la 4 giorni fiorentina saranno infatti ospitati 35 film provenienti da 17 differenti paesi.

 

Prerogativa del FFCF è il lavoro di preselezione, svolto da un'apposita giuria composta da 50 giovani registi, attori, sceneggiatori, tecnici del cinema e giornalisti - selezionati attraverso una call pubblica. A questi film si vanno ad aggiungere 32 sceneggiature in inglese e in italiano, scelte da alcuni giurati internazionali privilegiando criteri di fattibilità e sostenibilità.

 

Nella selezione dei film, come da suggerimento dalla Presidente di Giuria Emanuela Mascherini, sono state preferite opere pensate per la sala e che quindi non risentono di vizi che possono afferire al linguaggio teatrale o televisivo.
Come indicato dalla Direttrice artistica Teresa Paoli, i film di questa 7a edizione si distinguono prima di tutto per il loro taglio autoriale, innovativo e contemporaneo.

 

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Durante il Festival una giuria finale, composta da Federico Berti (giornalista, scrittore di cinema), Simona De Simone/Nuanda Sheridan (regista), Stefano Mutolo (co-fondatore CNA Cinema e distributore), Marta Savina (regista e sceneggiatrice) assegnerà i seguenti premi: miglior film di fiction, miglior documentario, il miglior film sperimentale, il miglior cartone animato, oltre al premio per la migliore sceneggiatura. Sarà inoltre premiato il miglior Film in assoluto del FFCF che potrà essere selezionato da una qualsiasi delle categorie.

 

Tra le novità di quest'anno la formazione di un comitato scientifico-artistico che dovrà discutere e elaborare i tre principi su cui si baserà la linea culturale del Festival: contemporaneità, internazionalità e innovazione.

 

Fanno parte del gruppo Claudio Rocca (Direttore Accademia di Belle Arti di Firenze), Mimmo Calopresti (regista internazionale), Valentina Gensini (Direttore Murate Art District) e Massimo Becattini (regista documentarista).

Inoltre, in virtù della convenzione stipulata tra Accademia di Belle Arti di Firenze e Rive Gauche (l'associazione che organizza il FFCF), è stato pubblicato un bando per il Premio Cinematografico Spazio Giovani 2020, per opere di giovani aspiranti registi. Le finali avranno luogo all'interno del Festival il 29 ottobre. I premi consisteranno in strumentazione tecnica e corsi a scelta in Scuole di Cinema.

Il letterato cinese possiede quattro tesori: il pennello da scrittura, la carta, la pietra da inchiostro e l'inchiostro.

 

I migliori pennelli da scrittura da secoli provengono dalla città di Huzhou.

 

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Le radici della tradizione di realizzare i pennelli da scrittura in questa città sono antiche, risalgono ai tempi della dinastia Yuan (1271 – 1368), e nel 2006 il governo ha incluso l'arte di realizzare il pennello da scrittura ad Huzhou nell'elenco delle attività che sono patrimonio culturale immateriale nazionale.

 

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Al riconoscimento culturale è seguita uno sforzo economico nel settore.

 

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A partire dal 2015 la politica locale ha incentivato lo sviluppo di industrie dedicate a questa attività, investendo a partire dal 2015 oltre 423 milioni di dollari nella cittadina di Shanlian, all'interno dell'area di Huzhou.

Frutto di questi investimenti è stata la nascita di numerose imprese: ad oggi sono ben 358 le imprese specializzate in attività legate al pennello da scrittura.

 

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