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Crescono i videogame che attingono alla cultura ed alle leggende cinesi

Di Pubblicato Ottobre 02, 2020

La cultura e le tradizioni cinesi sono sempre più presenti nei videogiochi.

 

Lo vediamo bene scorrendo le pagine di Tap Tap, una app specializzata in giochi asiatici, dove è alto il numero di giochi mobili incentrati su contenuti culturali tradizionalmente cinesi, come l'opera di Pechino, la poesia cinese, l'arte antica e molte altre tradizioni, come il teatro delle ombre cinesi.

 

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Questa tendenza sta caratterizzando giochi rivolti ad un pubblico di nicchia, come ad esempio "Shadow Puppet: Three Kingdoms", dove gli utenti controllano un tradizionale burattino delle ombre cinesi, impegnato a combattere i nemici volando intorno ad un palcoscenico ricreato digitalmente, quanto i giochi per cellulari di maggiore diffusione.

 

Anche grandi sviluppatori stanno integrando i loro franchise con elementi tradizionali, stringendo alleanze con musei ed istituti culturali per avere i contenuti da aggiungere ai loro giochi: è stato così per il gioco di battaglie per cellulari "Honor of Kings" di Tencent, dove è stata introdotta una vasta scelta di costumi tradizionali, ed i giocatori possono adesso vestire i loro personaggi con abiti ispirati ai famosi murales delle grotte di Mogao, nella Cina Nordoccidentale.

 

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La ragione principale per il successo di questi videogiochi è la maggiore domanda del pubblico, sempre più interessato a conoscere la storia e le tradizioni della Cina, ma non si può escludere che anche le politiche del governo cinese abbiano influito sulle decisioni degli sviluppatori.

 

Negli ultimi anni le autorità hanno vietato l'utilizzo di vari tipi di contenuti nei giochi, tra cui il sangue, che adesso viene reso con una sostanza viscosa blu o verde, e contemporaneamente hanno dato priorità alle azioni rivolte a preservare il patrimonio culturale cinese ed espandere l'influenza della cultura cinese in tutto il mondo.

 

Sono alcuni anni che i dirigenti delle aziende cinesi si interrogano sul potenziale dei videogiochi di diventare uno strumento di soft power cinese, promuovendo la diffusione della la cultura cinese fuori dai confini del paese analogamente con quanto capitato per la mitologia occidentale, che è penetrata in Cina attraverso titoli come God of War.

 

Tuttavia questi sforzi non sono stati ripagati dal pubblico.

 

Al momento infatti i videogiochi non sembrano dare una spinta al soft power: le produzioni cinesi che hanno sfondato a livello internazionale negli ultimi anni hanno spesso proposto ambientazioni fantasy in stile europeo, e non cinesi, mentre i giochi a tema cinese sono stati creati da case non cinesi.

 

Probabilmente, la diffusione all'estero della cultura cinese tramite i giochi non può essere progettata a tavolino, ma deve essere il risultato della crescita di qualità dell'industria cinese dei giochi. Ne è un esempio il gioco "Black Myth: Wukong" di Game Science, uno sviluppatore cinese indipendente. Il gioco deve ancora uscire ma è stata rilasciata una demo che ha ottenuto milioni di visualizzazioni su You Tube in Cina e all'estero.

 

 

Il protagonista del gioco è Wukong il Re Scimmia del romanzo "Viaggio in Occidente" che nel video è riprodotto mentre cambia forma, combatte i nemici o esplora una foresta.

 

La curiosità e l'interesse da parte del pubblico internazionale è stato un risultato inatteso e non ricercato dagli sviluppatori: il team creativo dice infatti di aver voluto fare un prodotto di qualità, ed il fatto che rappresenti pienamente la cultura cinese è la semplice conseguenza del loro essere nati e cresciuti in Cina.

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