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Il Giovane Associazionismo Cinese

Di Pubblicato Maggio 10, 2019

In una trafficata domenica in via Paolo Sarpi, davanti ad un buon thè caldo, incontro con Erik Mu (Mu Xiang Rong, 木向荣), attuale presidente di Associna, associazione delle 2° generazioni cinesi, una persona motivata e curiosa che sin da giovane ha ritenuto importante la possibilità di dare voce a chi, come lui, ha vissuto o vive tutt’ora il delicato equilibrio di appartenere nello stesso tempo a due mondi in continuo dialogo.

 

Cominciamo con le presentazioni
“Ormai sono in Italia da 21 anni, sono arrivato qui quando ne avevo 10.
Ho cominciato il mio percorso scolastico concludendo le elementari fino a laurearmi, circa 7 anni fa, alla Cattolica in Economia e Scienze bancarie.
Al momento lavoro in banca e mi occupo di controllo interno.”

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Rispetto alla tua formazione, cosa ti ha spinto ad far parte di una realtà associativa come quella di Associna?
“Ho conosciuto questa realtà durante l’ultimo periodo universitario.
Lo ricordo molto bene perché è stato il primo anno in cui è stato organizzato il Career Day.
Mi dà una sensazione strana ripensare a come il tempo sia passato, soprattutto visto che poche settimane fa abbiamo organizzato l’ottava edizione di questo evento.
All’epoca rimasi molto colpito da come dei giovani miei coetanei fossero così impegnati e coinvolti nel creare qualcosa per gli altri, così specifico per la nostra realtà di giovani cinesi o di 2° generazioni.
Rimasi davvero impressionato come ragazzi, poco più grandi di me, avessero così a cuore il futuro e le possibilità dei loro conterranei (sfera che coinvolgeva anche me e che non avevo mai valutato concretamente). Ho parlato molto con loro, siamo rimasti in contatto, abbiamo cominciato a ritrovarci sempre più spesso e da lì è nato il mio attivismo in questa associazione.”

E adesso sei il presidente. Cos’è adesso per te Associna?
“E’ importante quello che questo nome può offrire come supporto e possibilità: per me la chiave di questa associazione è la causa, il perché fare volontariato, che ci continua a dare impulsi per andare avanti.
Dentro la nostra realtà abbiamo diversi soggetti, noi ragazzi di 2°generazione, i ragazzi liuxuesheng 留学生 (studenti cinesi che vengono dalla Cina per affrontare percorsi universitari in Italia) e italiani che studiano/sono interessati alla cultura cinese.
Noi rappresentiamo un ponte naturale, dato il nostro background, tra i due mondi: la nostra dimensione può essere come un volano per gli italiani che vogliono capire di più la nostra cultura d’origine e per gli studenti cinesi può rappresentare l’occasione informale per approcciarsi tra coetanei in italiano (tendenzialmente i corsi frequentati in università sono in lingua inglese, per cui vengono a mancar opportunità per la comprensione, anche linguistica, con gli italiani). Vivendo in Italia, è importante poter riuscire a relazionarsi con gli altri, che sia in giro per la città, che con il proprietario di casa, ecc… 

L’inglese non sempre può essere d’aiuto!”
“Mi ricordo come negli anni passati l’immagine dei cinesi in Italia non fosse così positiva perché semplicemente non si rapportavano con gli interlocutori italiani, c’era una mancanza, un vuoto.
Così, anche attraverso le 2°generazioni, i rapporti della comunità cinese sono migliorati e sicuramente oggi ci sono diverse associazioni, come la nostra, con cui creare un rapporto o con cui relazionarsi e a cui dare un contributo.

 

Quali sono le attività principali di Associna?
“Siamo un’associazione di livello nazionale, il che vuol dire che, essendo presenti in più città italiane dove la concentrazione di ragazzi cinesi è più ampia (oltre a Milano, siamo a Roma, Torino, Padova, Genova e, ovviamente, tra Firenze e Prato).
Grazie a questa rete e al numero dei nostri soci, è possibile organizzare più eventi in diverse città: un grande evento annuale è, ad esempio, il nostro Meeting Nazionale, un momento in cui i membri di diverse città si riuniscono e si affrontano importanti tematiche come orientamento al lavoro, come migliorare lo sviluppo di relazioni di scambio reciproco, soprattutto tenendo conto della situazione e dei mezzi di oggi a nostra disposizione.
Fondamentale è analizzare come cambia il nostro ruolo all’interno del panorama italiano; basti pensare alle prospettive differenti dei nuovi italo cinesi rispetto all’immagine legata a professioni come barista, parrucchiere o ristoratore. Ora alcuni ragazzi portano avanti l’attività di famiglia ma molti altri decidono di intraprendere nuovi percorsi, aprendo così nuove possibilità lavorative.
La stessa Associna è l’unione di anime diverse; abbiamo ingegneri, avvocati, soci che hanno vissuto o attualmente vivono all’estero in quanto, per alcuni settori, è stato necessario spostarsi dall’Italia (una fuga di cervelli italo cinesi?).
Oltre al Meeting, citavo prima i nostri Career Day, evento che all’inizio era nato per i ragazzi di 2° generazione, ma che negli ultimi anni vede ormai una partecipazione in crescita sia di ragazzi italiani che parlano cinese, sia di studenti cinesi, appena laureati, che parlano italiano (ormai queste due fasce costituiscono più del 60% dei candidati) con una ricezione media di più di 500 cv e più di una quindicina di aziende selezionatrici.
Parallelamente a queste attività più formali, da ormai 4 anni portiamo avanti il progetto Chinahour, un’attività più “ludica” a sfondo culturale che nasce dalla fusione dall’aperitivo, momento di relax post lavoro tipico milanese, e la creazione di un momento in cui i giovani, studenti e non, possono conoscersi e scambiarsi esperienze nel mentre si bene e si mangia in tutta serenità: noi pensiamo che per imparare una lingua, che sia cinese o italiano, il modo migliore è praticarla.
Questa tipologia di attività è più da intendere come una piattaforma che noi forniamo per creare rapporti e amicizie. Recentemente abbiamo scoperto che attraverso queste serata sono nate anche delle coppie!”

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Come vedi Associna tra 5 anni?

“Spero sicuramente che ci sia sempre più partecipazione alle attività di volontariato da parte dei giovani, sia italiani che cinesi e ci piacerebbe avvicinarli di più alla nostra realtà. Ci piacerebbe molto che partecipassero anche studenti delle scuole superiori; un esempio di momento di volontariato in cui coinvolgere i più giovani è la Giornata della Colletta Alimentare, attività che ormai vieni riproposta sul territorio nazionale da diversi anni, e attraverso cui vorremmo sensibilizzare i ragazzi verso la realtà, ahimè in aumento, di chi ha difficoltà a procurarsi i generi di prima necessità.Un’altra collaborazione che stiamo cercando di consolidare è con diversi enti ospedalieri per la donazione del sangue (di cui c’è sempre richiesta ma se ne parla sempre troppo poco).”

Se adesso avessi davanti a te un giovane di 2° generazione, quale sarebbe per te il messaggio più importate per avvicinarlo a una realtà di volontariato?“Sicuramente che il volontariato aiuta a prendere consapevolezza, di te e degli altri che ti circondano, che magari la pensano diversamente e che vengano da altre esperienze..Quindi il mio messaggio è: non state chini sui vostri telefoni, ma cercate di ampliare la vostra visione partecipando a quello che succede nel mondo, chissà magari potreste essere la prossimi Greta Thunberg italo cinesi!”

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Per dettagli sull’associazione: http://www.associna.com/it/

Manganotti Sarah è laureata in tedesco e cinese presso L’Università di Milano in Mediazione linguistica-culturale. Dopo la laurea ha vissuto a Pechino continuando i suoi studi di cinese presso la Language and Culture University. Al momento lavora presso un istituto internazionale di moda e design come China desk: allo stesso tempo porta avanti progetti culturali e d'integrazione per Associna.

 

Letto 2691 volte Ultima modifica il Venerdì, 10 Maggio 2019 16:55

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