Anche la Cina rende omaggio a Leonardo - Wu Weishan a Firenze per donare una sua opera

Di Pubblicato Maggio 03, 2019

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il grande scultore cinese Wu Weishan ha voluto donare una sua opera all'Accademia delle Arti del disegno di Firenze.

La cerimonia si è svolta ieri 2 maggio alla presenza del console generale della Cina Wang Wengang, insediato a Firenze da pochi giorni, che ha auspicato una collaborazione sempre più intensa tra le due splendide civiltà, italiana e cinese: “L'arte non ha confini, va oltre il tempo e supera le barriere linguistiche – ha detto – la cultura è la chiave per l'amicizia tra i popoli”.

La scultura di Wu Weishan rappresenta in dialogo Leonardo da Vinci e Qi Bai Shi, considerato il padre della pittura moderna cinese. Questi è raffigurato con un lungo bastone, che, nelle parole dell'artista, “è una linea che connette la terra con il cielo. Simboleggia la cosmologia e la visione artistica della cultura cinese. Un po' come la Via della Seta che connette Oriente e Occidente”. Ha poi aggiunto: “Da Vinci e Qi Baishi hanno vissuto a secoli di distanza, ma navigano entrambi nel lungo fiume della civiltà umana e il loro dialogo va oltre il tempo e lo spazio”.

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La presidente dell’Accademia Cristina Acidini ha poi insignito Wu Weishan del titolo di Accademico onorario, ricordando che la sua opera è la prima di un artista cinese che entra a far parte della collezione.

L'importante acquisizione e l'apertura di questo dialogo sono stati resi possibili dal prof. Antonio Di Tommaso e dall'artista Qiu Yi, mentre l'evento è stato curato e realizzato da AA Associazione di Arte e Cultura Contemporanea Cina e Italia.

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Wu Weishan, che ha esposto in tutto il mondo e a cui nel 2012 è stata dedicata una grande mostra personale a Roma, nei suoi venti anni di carriera ha realizzato oltre 500 sculture, tra cui molti ritratti di grandi personaggi storici della cultura cinese – Confucio, Lao Tze – e occidentale – una sua statua di Marx, alta più di 6 metri, è stata donata alla città tedesca di Treviri. In patria, è autore di un imponente memoriale per il massacro di Nanchino, città che ospita una sua esposizione permanente.

Nel suo stile si fondono le tecniche antiche dell'espressionismo cinese con l'influsso di maestri occidentali come Giacomo Manzù e Alberto Giacometti. Il risultato sono opere di grande impatto emotivo, spesso figure umane, realizzate in bronzo con la tecnica della scultura a mano libera.

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