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Lo sviluppo della green economy cinese mette in pericolo la conservazione delle aree protette

Di Pubblicato Gennaio 29, 2019

Il governo della contea di Kangping è nel mirino delle critiche di cittadini e associazioni ecologiste.

L’amministrazione ha deliberato che oltre 400 ettari di aree umide incontaminate vengano prosciugate per costruire una centrale elettrica solare.

Il progetto parzialmente finanziato dallo stato è iniziato nel 2016 e ha già prosciugato oltre il 20% del bacino di Santaizi, secondo quanto riporta l'emittente statale China National Radio. L'iniziativa ha avuto un parere negativo da tre valutazioni di impatto ambientale per le preoccupazioni sul suo potenziale danno all'ecologia locale e ha superato solamente la quarta valutazione, dopo che la costruzione dell'impianto era già iniziata. Si ritiene che l'area interessata - parte di una riserva naturale protetta a livello provinciale - abbia subito danni irreparabili.

Interrogato sul fatto, un membro dello staff del progetto ha affermato di non avere ulteriori informazioni sulla questione e ha rifiutato di rispondere alle domande. Le telefonate all'ufficio provinciale per l'ambiente e al dipartimento amministrativo di Shenyang - la città che governa Kangping – non hanno risposta.

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Le zone umide sono alcuni degli ecosistemi più fragili del mondo, che immagazzinano e depurano le risorse idriche vitali e forniscono habitat per un gran numero di esemplari di fauna e flora, in particolare uccelli migratori. Alcune zone umide svolgono anche un ruolo importante nella mitigazione dei cambiamenti climatici grazie alla loro capacità di assorbire la CO2 dall'atmosfera.

Le zone umide cinesi si sono ridotte di dimensioni di oltre la metà dagli anni '40. Il governo centrale ha definito un limite di 53,3 milioni di ettari di zone umide, che devono rimanere prive di interferenze umane, ma tali aree spesso vengono sottoposte ad assalti per bonifiche e progetti di sviluppo

Negli ultimi anni, la provincia nord-orientale del Liaoning ha pesantemente sovvenzionato i progetti di green energy, in particolare gli impianti solari, nel tentativo di liberarsi dalle riserve di combustibili fossili in diminuzione e rivitalizzare la sua economia in difficoltà.

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Zheng Hailei, professore specializzato in ecologia delle zone umide della Xiamen University, ha dichiarato che fatica a capire perché questo sito sia stato scelto in primo luogo. "La protezione dell'ambiente dovrebbe essere una priorità chiave per tutti questi progetti di sviluppo e non essere applicata a discrezione ogni volta che tali progetti diventano redditizi economicamente”, ha aggiunto.

Il declino di Santaizi è l'ultimo colpo alle zone paludose della Cina. Nel dicembre 2017, il gruppo ambientalista Greenpeace ha avvertito che la prevista bonifica di un quarto di milione di ettari di zone umide marine entro il 2020 mette a repentaglio il benessere di uccelli, pesci e persone. Nell'agosto dello stesso anno, gli ambientalisti espressero preoccupazioni simili sulla costruzione di un argine al largo della città settentrionale di Tianjin.

In rare occasioni, la bonifica delle terre crea inavvertitamente gli habitat delle zone umide. La costruzione della diga nella parte sudorientale di Shanghai all'inizio del decennio ha portato alla comparsa inaspettata di zone umide oggi frequentate da uccelli migratori a rischio di estinzione. Questo risultato imprevisto ha portato ad una situazione di stallo tra i costruttori che desideravano costruire sulla terra bonificata e gli ambientalisti che cercavano di proteggere le specie animali.

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Il professor Zheng chiede alla Cina di rafforzare la protezione delle sue zone umide, descrivendole come i "reni del mondo" a causa del modo in cui filtrano naturalmente l'aria e l'acqua. "Una volta che i sistemi delle zone umide sono stati distrutti, le funzioni essenziali che svolgono nell'ambiente scompaiono. Tutto ciò è catastrofico per la regione e per i sistemi ecologici su larga scala", ha concluso.

Un commento molto critico su The Beijing News ha messo in discussione la decisione di distruggere una parte dell'ambiente naturale per giustificare l'espansione di una presunta forma "verde" di generazione di energia. "Le zone umide di Kangping ... sono sparite, per essere sostituite da un vasto tratto di terra secca e gialla e un mare di pannelli solari", si legge.

Letto 1457 volte Ultima modifica il Martedì, 29 Gennaio 2019 10:02

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