intarget apre una sede in Cina per supportare il digital marketing dei brand italiani in Asia

Di Pubblicato Novembre 13, 2018

intarget, digital company italiana con sedi a Pisa, Milano e Lugano, annuncia oggi un importante investimento strategico per lo sviluppo di attività di digital marketing in Asia: l’apertura di una nuova sede in Cina, a Shanghai.

La presentazione è stata effettuata oggi nel corso di IAB Forum in occasione dell’evento organizzato da intarget e intitolato Destinazione Cina. Il mercato, la cultura, le opportunità da non perdere, alla presenza di diverse istituzioni impegnate nel supporto all’export italiano in Cina.

La nuova sede cinese avvierà le proprie attività nel corso del mese di novembre e verrà guidata da Stefano Generali, professionista nel settore del marketing e della comunicazione, da diversi anni a Shanghai dove ha operato nel settore eCommerce Fashion ricoprendo il ruolo di Brand Marketing Manager.

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Stefano Generali guiderà un gruppo di digital specialist madrelingua e una rete di partner locali per la creazione ad hoc per il mercato cinese di attività di Media Planning online, SEO/SEM, Web Analytics, Conversion Rate Optimization (CRO), Content marketing e consulenza strategica di web marketing.

“Il primo obiettivo della sede cinese di intarget è progettare, creare e implementare strategie specifiche create ad hoc sul territorio per i brand italiani e internazionali che intendono comunicare verso i consumatori cinesi” afferma Stefano Generali, Managing Director di intarget China. “Nel medio periodo puntiamo, inoltre, a diventare un partner privilegiato per i brand cinesi per sviluppare strategie di digital marketing nel mercato Occidentale, grazie alla sinergia con le sedi di intarget di Pisa, di Milano e di Lugano, nelle quali opera un team di talenti internazionali”.

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Il mercato cinese offre infatti diverse opportunità per le imprese italiane che, tuttavia, necessitano di partner adeguati sul territorio per sviluppare una comunicazione in linea con la cultura, le tradizioni e le pratiche di business locali.

Nel corso dell’evento, infatti, Francesco Boggio Ferraris, Direttore della Scuola di Formazione Permanente di Fondazione Italia Cina ha presentato una serie di fattori che i brand devono considerare quando affrontano la commercializzazione in Cina. Anzitutto, puntare sulla qualità: la Cina sta puntando ad avere prodotti di migliore fattura e sempre più sostenibili per favorire l’aumento dei consumi domestici. Un’altra opportunità è rappresentata dalla vastità del Paese e dallo sviluppo delle tante città di seconda fascia: per avere successo serve un’efficace attività di marketing e sviluppo del marchio oltre che un buon rapporto qualità/prezzo e una distribuzione efficiente. Per raggiungere il cliente occorre poi puntare sul “retailtainment”, con prodotti ed eventi di lancio creati appositamente per il pubblico cinese. Infine, il successo di un brand nel Paese del dragone non può prescindere dalla conoscenza del mondo digitale e dalla promozione dei propri prodotti attraverso l’utilizzo di piattaforme come WeChat, Baidu e canali come l’e-commerce.

Giulio Finzi, Senior Partner Netcomm Services, ha messo in luce la rilevante diffusione dell’e-commerce nel Paese del Celeste Impero mostrando le occasioni a disposizione dei brand occidentali e la necessità di sviluppare un’adeguata comunicazione del brand. Dai dati presentati da Netcomm, la Cina risulta essere il primo mercato al mondo per l’eCommerce B2C, mercato destinato ad aumentare visto che 500 milioni di cinesi non sono ancora collegati al Web. L’età media dei buyer digitali è di 20-30 anni in meno rispetto ai clienti digitali europei o americani e cresce l’acquisto di prodotti di importazione. I prodotti occidentali possono arrivare in Cina anche senza un importatore locale B2B, ma il consumatore cinese fa un lungo percorso prima di acquistare. Gestire bene il customer journey del cliente cinese diventa quindi fondamentale.

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Elisa Giunipero, Direttore italiano dell’Istituto Confucio di Università Cattolica del Sacro Cuore ha concentrato il suo intervento sull’importanza della conoscenza della cultura e della lingua per approcciare il mercato cinese. La prof.ssa Giunipero ha, infatti, sottolineato che la Cina è il Paese al mondo che vanta maggiore pluralità etnica, culturale e linguistica. Per avere successo nel Paese è fondamentale studiare e conoscere la sua lingua e la sua scrittura: ogni carattere veicola una rete di significati che possono essere efficacemente fruttati nella comunicazione. Altrettanto importanti sono i rapporti interpersonali: per concludere un business non si deve procedere in modo diretto; è necessario, invece, intessere dei rapporti e coltivarli nel tempo. La presenza quindi sul territorio di contatti adeguatamente formati diventa un elemento chiave.

La nuova sede di Shanghai rappresenta una tappa rilevante lungo un percorso di internazionalizzazione che l’azienda sta proseguendo da diversi anni.

Nel 2012 è nata intarget Suisse, con sede a Lugano, in Svizzera, per servire al meglio i clienti dell’area D-A-CH (Germania, Austria, Svizzera), tra cui figurano diverse aziende internazionali dei settori fashion e travel. E nel corso degli anni intarget ha assunto nuovi talenti fino a raggiungere un 20% di dipendenti nati all’estero.

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Attualmente sono 10 le lingue parlate fluentemente in azienda: francese, tedesco, inglese, serbo, russo, giapponese, cinese, portoghese, spagnolo e arabo. Il team è già attivo nei principali mercati esteri occidentali (Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia), in Giappone, nel mondo arabo, e in Sud Corea per un totale di più di 60 Paesi.

“Già da diversi anni supportiamo una parte della nostra clientela nella gestione del digital marketing nel mercato cinese: il Paese del Dragone sta diventando per i nostri clienti, in particolare nei settori Fashion e Luxury, il primo mercato per vendite. Per questo abbiamo deciso di investire in una presenza sul territorio con professionisti madre-lingua per sviluppare strategie, contenuti e campagne ancora più efficaci per il pubblico cinese” conclude Nicola Tanzini, Founder e CEO di intarget.

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