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L'ascesa al successo delle discoteche cinesi

Di Pubblicato Ottobre 11, 2018

La diffusione della musica elettronica in Cina è in aumento, complice la popolarità sui social media.

Ancora pochi stranieri vedono la Cina come destinazione di riferimento per la sua scena di musica dance elettronica. Nemmeno i cinesi pensano al loro paese come una “potenza” dal punto di vista della popolarità dei locali o dei dj connazionali. Ma la cultura dei club in Cina è in netta ascesa.

Sebbene la maggior parte delle capitali della musica dance si trovino in Europa e negli Stati Uniti, il sito Boiler Room - che si concentra sulla musica elettronica - adesso mette due città cinesi, Pechino e Shanghai, tra le 100 più popolari per questo tipo di intrattenimento.

In Europa, la musica dance elettronica viene spesso chiamata semplicemente "Dance Music", con vari sottogeneri tra cui techno, house, trance, ecc.

Nel 2016, DJMag, una delle più importanti riviste di musica dance elettronica al mondo, ha elencato un totale di quattro club cinesi nella classifica dei migliori 20. E se oggi ci si trova a Shanghai o a Pechino, si possono trovare una quantità e qualità di discoteche simili a quelle di una grande città europea - anche se trovare i locali giusti forse può richiedere uno sforzo maggiore.

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Dal momento che prima della Riforma di apertura di Deng Xiaoping nel 1978 non si conosceva nessuna discoteca in Cina, la storia del “clubbing” cinese è molto recente e risale agli anni ’80. A quel tempo le feste erano per lo più concentrate attorno ai bar degli hotel occidentali a Pechino, e c'erano pochi locali per ballare gestiti dalla gente del posto. Durante i primi anni '90, nelle grandi città cinesi, i locali notturni vennero aperti principalmente nei grandi alberghi o nei cinema riadattati.

Lo sviluppo della musica dance cinese è continuato per tutti gli anni '90. Attraverso sforzi dei pionieristici DJ cinesi come Ben Huang, iniziò a emergere una vera e propria scena underground. Quando aprirono i primi club "Berlin-Basement-style", la scena iniziò ad attirare più attenzione.

Successivamente, dj come Weng Weng o Mickey Zhang iniziarono a organizzare le proprie serate e a fondare le proprie etichette, dimostrando che la diffusione della musica dance elettronica era ben avviata.

L'ascesa della scena della musica elettronica in Cina non è stata priva di ostacoli e ci sono ancora molte sfide da affrontare. Uno di questi ostacoli sta nel fatto che la Cina può essere un labirinto burocratico per coloro che vogliono aprire una discoteca o organizzare festival e serate. Gli affitti sono alti, le licenze costano e i club possono essere soggetti a sequestri da parte della polizia.

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Gli organizzatori olandesi del Transmission festival, che si è tenuto a Shanghai nelle scorse settimane, sono stati rimasti soddisfatti del loro evento - che è stato un incubo amministrativo nelle sue fasi di preparazione. Rainbow Gao (foto sopra), voce autorevole nel campo della musica elettronica cinese, fondatrice del club “The Mansion” a Shanghai, ha ammesso: “Dopo aver passato tutta la procedura di organizzazione di un festival in Cina, adesso saranno in grado di organizzare festival in qualsiasi parte del mondo.”

"Se qualcuno vuole aprire un club per amore della musica, il primo ostacolo da affrontare è l’affitto molto alto. Poi, come club, devi procurarti molti permessi, dai vigili del fuoco, per la sicurezza, l'approvazione della polizia, l'approvazione del dipartimento culturale - e questo processo è davvero difficile. A volte si verificano casi di corruzione per questo, a volte, gli amministratori locali non danno la loro approvazione per paura di causare problemi ", dice Gao.

I club possono anche avere difficoltà nel trovare finanziamenti. "Gli investitori non rischiano: solo le persone appassionate impegnano il loro denaro, e lo fanno da soli", afferma Rainbow, che non ha mai ripreso il suo investimento iniziale dopo aver aperto il locale “The Mansion” a Shanghai.

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Un'altra sfida pressante ha a che fare con la mancanza di consapevolezza o comprensione del pubblico generale cinese circa il potenziale culturale e commerciale della musica dance. Un esempio è che la maggior parte dei genitori cinesi non considera il lavoro di "DJ" o "produttore" come un vero lavoro, e quindi non sempre sostengono i loro figli nelle loro imprese artistiche. È un problema che non riguarda solo la musica elettronica; nelle famiglie cinesi si dice ai figli che "se vuoi essere un senzatetto, prendi una laurea in arte".

I governi locali spesso sono miopi, come lamenta Rainbow: "In Cina il problema non è solo economico, nel senso che la gente che pensa solo al denaro a dispetto alla cultura, il problema sono anche le amministrazioni. “Tempo fa ho chiesto ai governi locali di sostenere idee come il festival YinYang sulla Grande Muraglia, ma quando ne parlo con loro, dicono che possono finanziare solamente eventi che hanno a che fare con la storia antica del paese".

“Ma col passare del tempo, queste nuove idee emergeranno” – conclude Rainbow – “l’uso dei social media darà una spinta fortissima alla diffusione del fenomeno”.

 

Tra I dj cinesi da seguire: Mickey Zhang, Weng Weng, Diva Li, Yang Bing.

Locali notturni da seguire: Arkham (Shanghai), Mansion (Shanghai), Lantern (Pechino), TAG (Chengdu).

Etichette da seguire: Genome , Asian Dope Boys.

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