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Xiao Biar, il paladino della birra artigianale cinese

Di Pubblicato Maggio 31, 2018

Xiao Biar è una figura di riferimento per la cultura della birra artigianale in Cina.

Xiao, gestore dello storico NBeer Pub a Pechino, ricorda benissimo il suo primo incontro con la birra artigianale: si trovava ad un expo di prodotti alimentari a Shanghai in cui veniva fatta assaggiare una India Pale Ale di stile americano, proprio presso uno stand USA. Xiao rimase impressionato.

All'epoca non esisteva nemmeno un termine cinese per "birra artigianale". Alcuni la chiamavano wei niang, o microbrewing. Altri la etichettavano come xiaogong pijiu, "birra artigianale", o jinggong pijiu, "birra fatta in casa". La maggior parte non la chiamava affatto - dopotutto, le birre artigianali allora non godevano di buona fama, tanto che quando Xiao cercò di proporre la birra ambrata che aveva provato a Shanghai, non riuscì a venderne nemmeno una cassa in un mese. ("Quelle che non ho venduto, me le sono bevute", afferma).

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Xiao Biar ha continuato a lavorare per diffondere una nuova cultura in Cina. Ha iniziato a viaggiare per il mondo per assaggiare le birre più disparate. "Sono stato cacciato da un festival della birra in Colorado", dice ridendo. "Non pensavo che potessero produrre delle stout così forti. Ora lo so." Pian piano ha messo da parte tutte le bottiglie di ogni nuova birra artigianale bevuta. Ora ne ha oltre 400.

Per quanto Xiao ami le birre internazionali, il suo obiettivo è sempre stato quello di veder decollare il mercato della birra artigianale in Cina.

"Nel 2012, io e altri due ragazzi abbiamo pubblicato un articolo  online dove scrivevamo che ci si sarebbe dovuti riferire alla birra artigianale con l’espressione 'jingniang pijiu", dice. "Da allora, tutti i birrifici artigianali lo traducono in questo modo."

Xiao adesso gestisce due sedi di successo del NBeer. Nella filiale di Wukesong sono messe in mostra le sue 400 e passa bottiglie diverse, in uno spazio che lui ama definire il "Craft Beer Museum" (che in realtà è un brewpub). Ma nonostante il successo, è ancora preoccupato per il futuro della birra artigianale in Cina.

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"Molte grandi compagnie industriali acquistano fabbriche di birra artigianale cinese", dice. "La mia paura è che se veniamo comprati dalle grandi compagnie, perderemo il nostro carattere locale".

Xiao è solo uno dei tanti birrai della capitale che ora stanno facendo i conti con un mercato della birra artigianale sempre più competitivo. Tutto è iniziato con un piccolo boom della birra artigianale nei primi anni del 2010.

Centinaia di birrifici hanno aperto in rapida successione, tanto da attirare l’attenzione dei media internazionali. "Un boom della birra artigianale con caratteristiche cinesi", ha scritto il The Economist, riprendendo lo slogan legato all'economia del presidente Xi Jinping.

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Oggi, la scena della birra artigianale cinese è molto più di qualche birrificio locale, dal momento che le multinazionali del settore stanno cercando di entrare in questo mercato in crescita. Nel 2016, il gigante della birra internazionale AB InBev (primo produttore al mondo per volume) ha messo sul mercato cinese il marchio “Goose Island” e l’anno successivo ha acquistato la Boxing Cat Brewery di Shanghai.

La grande società, produttrice tra gli altri marchi anche di Budweiser, ha annunciato l’apertura di nuovi impianti di produzione ad alto volume nella provincia dell’Hubei, che va ad aggiungersi ad un altro enorme stabilimento di produzione nel Fujian.

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A causa di queste “minacce” che arrivano dall’industria, Xiao Biar continua a lavorare duramente per promuovere la cultura della birra artigianale. "Spero davvero che l’industria non compri tutti i birrifici più piccoli", dice.

Xiao vede due possibilità per il futuro della birra artigianale in Cina: "Può darsi che le grandi aziende straniere prenderanno il controllo su tutto, e sarebbe terribile," dice. "Oppure," dice, più speranzoso, "la birra artigianale cinese crescerà e diventerà la migliore birra artigianale del mondo."

Quindi, dopo aver riflettuto ulteriormente, presenta un'opzione finale. "O moriremo tutti prima di allora", dice ridendo e versandosi una birra dalla spina.

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