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Il piccolo giardino zen in cemento nel cuore di Dali

Di Pubblicato Maggio 08, 2018

Il Sunyata Hotel, progettato dallo studio Zhaoyang Architects, è un’oasi zen nascosta nel cuore dell’antica città di Dali.

La surreale bellezza di questo progetto è il risultato di alcune semplici soluzioni a una complessa serie di regole. Il team di progettazione ha potuto usufruire di soli 390 metri quadrati di spazio, incontrando ulteriori restrizioni imposte dal rigoroso codice di costruzione della città.

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Non potendo offrire viste panoramiche agli ospiti dell'hotel, gli architetti hanno deciso di creare un hotel che avesse un focus interno. Questo luogo deve rappresentare una fuga dalla routine urbana, come se fosse un giardino  segreto, nascosto al resto del mondo. Dietro ad una facciata di pietre bugnate si trova un cortile che sorprende gli ospiti e li accoglie nella pacifica serenità delle sue mura, evidenziata da sprazzi di verde, rappresentati da alberi e arbusti di vario tipo.

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I cortili hanno un piccolo difetto, e cioè quello di essere troppo bui in certe ore del giorno; tuttavia, gli interni del Sunyata Hotel non hanno questo problema. Gli architetti di Zhaoyang hanno progettato uno schema che prevede ampie vetrate, rendendo il cortile uno spazio aperto dove la luce è proiettata in tutti gli angoli e dove le ombre e il sole si mescolano in un rilassante effetto ‘yin-yang’. Le vetrate sono installate con talmente tanta perizia che si fa fatica a capire dove iniziano e finiscono. Si può dire addirittura che sia molto difficile individuarle.

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L'edificio è costruito quasi interamente in cemento, colato con pannelli di legno a sandwich, che danno alla superficie l'effetto di mattoni slanciati. Questi blocchi si intrecciano dentro e fuori in una serie di spazi negativi e positivi, che portano fino al tetto, che invece ha un aspetto più tradizionale. L'80% del tetto è costruito con tegole storiche, volute dai codici edilizi cittadini, che donano a questa struttura minimalista ulteriore eclettismo.

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Lo schema irregolare del cortile crea una disposizione delle stanze particolare, non ce ne sono due uguali. Ognuna delle 14 piccole stanze ha un fascino personalizzato, ma tutte hanno in comune la contrapposizione spirituale del solido e del vuoto, riprendendo il tema del cortile esterno. Gli architetti hanno spiegato che ogni singola camera d'albergo è considerata come un edificio a sé, perciò, secondo loro, l'hotel è visto come un piccolo villaggio, dove l'esperienza utente è unica grazie alle strategie di design adottate. In ogni punto dell’albergo, la divisione dello spazio stimola l’immaginazione. Una stanza non è mai considerata come quattro mura, ma un labirinto in cui viene parzialmente rivelato ciò che ci circonda, dando alle stanze una sensazione di apertura e di grandezza.

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