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Hong Kong 97, il peggior videogioco della storia.

Di Pubblicato Febbraio 28, 2018

Hong Kong, anno 1997. È l'ambientazione di quello che viene considerato il peggior videogioco di tutti i tempi.

Mentre la Gran Bretagna trasferisce la sovranità della colonia alla Cina e i carri armati entrano in città, i cinesi continentali arrivano in gran numero, facendo salire il tasso di criminalità. L'ex governatore britannico Chris Patten assume l'agente in incognito Chin, parente di Bruce Lee, che somiglia sorprendentemente a Jackie Chan. La sua missione: far fuori tutti quei "brutti rossi". Il gioco, rilasciato nel 1995 per Super Nintendo, ha un gameplay orribile: è uno sparatutto a 16 bit, graficamente impresentabile, realizzato in un paio di giorni e utilizza grafica e musica senza licenza.

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"Il mio obiettivo era quello di produrre il peggior gioco possibile", ha dichiarato lo sviluppatore giapponese Yoshihisa Kurosawa al South China Morning Post nella sua prima intervista dal momento della creazione del gioco. "Quando ero giovane, nutrivo il sogno di lavorare nel settore dei videogiochi, però non mi piacevano i giochi per Nintendo. Le impostazioni e i personaggi erano sempre gli stessi. A quel tempo, tutti i giochi erano prodotti dai giganti giapponesi Nintendo e Sega, quindi era impossibile pubblicare un titolo indipendente. Si era soggetti a regole e standard etici e si dovevano pagare delle royalties salatissime anche per produrre un solo gioco."
Dopo un viaggio ad Hong Kong, Kurosawa fu ispirato a questo terribile gioco che sarebbe stato associato per sempre al suo nome. Alloggiando a Chungking Mansions (l’hotel più economico della città), Kurosawa trascorse le sue giornate girovagando per i centri commerciali di Sham Shui Po, imbattendosi in dispositivi che permettevano di copiare i giochi del Super Nintendo su floppy disk. Questi dispositivi bootleg erano generalmente utilizzati per duplicare i giochi, ma potevano anche essere utilizzati per creare “giochi fatti in casa” per il Super Nintendo.

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"Ero stanco e stufo dei sistemi di gioco e del modo in cui Nintendo comandava questo monopolio. Sono stato anche influenzato dai giochi estremi che venivano dall'Europa ", dice. "Ho avuto l'idea di creare un gioco economico e volgare che potesse prendere in giro il settore. L'emergere delle console copiatrici di giochi mi ha finalmente dato l'opportunità. Con uno di questi dispositivi, potevi creare giochi e distribuirli senza il permesso di Nintendo."
A questo punto, Kurosawa aveva bisogno di uno scenario - e cosa c’era di meglio della città che lo aveva ispirato in primo luogo? "La Hong Kong che ho incontrato all'inizio degli anni '90 era disordinata e sporca, ma la sua società era in qualche modo più avanzata di quella del Giappone", dice. "Mi sono interessato a quello che sarebbe accaduto nel 1997, c'era un senso di anticipazione, ma anche ansia. La Cina appariva come un paese di selvaggi. Ho pensato: cosa accadrà quando queste due società si riuniranno?"

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Non sapendo programmare lui stesso il gioco, Kurosawa chiese aiuto ad un contatto che lavorava alla società di giochi giapponese Enix (ora Square Enix) - ma dato il fitto calendario del suo amico, al progetto poterono essere dedicati solo due giorni. "Era tutto il tempo che avevamo. Quello che si vede rappresenta un decimo di ciò che intendevo fare", dice.

"Non c'era tempo. Non avevamo soldi. Non avevamo i permessi, e questo è il risultato."

“Abbiamo messo insieme i pezzi che abbiamo trovato in giro, le immagini di Deng Xiaoping e Jackie Chan, il personaggio principale, che è stato tratto dal poster di un film. Non siamo riusciti a creare la musica da soli, così ho campionato una traccia di un laserdisc di seconda mano che ho trovato su Shanghai Street ", dice. "Ho consegnato tutto al mio amico e gli ho spiegato il flusso del gioco. Abbiamo bevuto qualcosa mentre programmavamo e il giorno dopo Hong Kong 97 era più o meno finito." "Ho venduto il gioco su floppy disk per alcuni mesi, e poi me ne sono completamente dimenticato."

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Solo molto più tardi, con l'avvento di Internet e dei numerosi emulatori di console virtuali, che il gioco ha iniziato a diventare un cult - con gran dispiacere di Kurosawa. "Oltre un decennio dopo, ho appreso che [Hong Kong 97] aveva attirato l'attenzione - nel peggiore dei modi", dice. "Pensavo fosse solo una moda, ma l'interesse sembra crescere ogni anno. "Ogni giorno ricevo domande su Facebook da tutto il mondo, da persone che non ho mai sentito nominare, che chiedono cose come: "A chi appartiene il cadavere [alla fine del gioco]? " Le persone hanno iniziato a fantasticare troppo, inventando storie e misteri che lo avrebbero circondato. Le domande sono infinite, quindi le ignoro tutte. " Hong Kong 1997 ha rappresentato il punto più alto per Kurosawa nel mondo dei videogiochi. Ha lavorato brevemente come parte di una squadra di sviluppo di uno sparatutto in prima persona per Playstation 2, del quale non dice il nome.

 Oggi Kurosawa ha un magazine di viaggi online che si chiama ‘Six Samana’ (www.sixsamana.com) e lavora anche a documentari di nicchia (tra cui War in the Mirror, sulla scrittrice Masata Kimizuka); tuttavia, fa fatica a scrollarsi di dosso la fama acquisita con questo bizzarro videogioco.

“Volevo solo creare un brutto videogioco ”- dice – “Spero che un giorno la gente se ne dimentichi del tutto”.

Letto 1847 volte Ultima modifica il Mercoledì, 28 Febbraio 2018 15:13

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